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Il quartiere ricorda Nereo ucciso da un pirata, e si mobilita per Lilla

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nereo e lilla

Nereo, senza fissa dimora, 73 anni, è la quarta vittima della strada a Roma dall’inizio dell’anno. Il quartiere pinciano lo piange e si mobilita per la sua compagna di strada, il cane Lilla.

Tutta la tristezza del mondo negli occhi grandi e sperduti di una femmina di cane nero. Occhi spalancati sul compagno di strada che veniva falciato da un pirata, occhi docili e fedeli che ne accarezzavano il corpo senza vita, occhi spaesati nel sentirsi improvvisamente soli e perduti. Sono gli occhi di Lilla, il cane del clochard Nereo, ucciso alle 4,30 di un gelido mattino di gennaio da un pirata che ha travolto l’anziano senza dimora, all’angolo tra via Po e Corso d’Italia.

L’ennesima tragedia. Sulle strade di Roma dal primo gennaio sono già quattro le vittime della strada.  Solo sabato mattina una donna era stata travolta da un altro pirata in via Fortifiocca, all’Appio Latino.

Nereo Gino Murari, classe ‘45 e origini venete, è stato stroncato da un’auto in quell’angoletto del Pinciano dove passava ogni notte. La sua vita libera ed errante lo aveva, alla fine, portato lì, in quello spicchio di Roma, dove passava le sue giornate immergendosi nelle storie dei suoi amati libri, con la sua più fedele amica, Lilla, nera come la pece, protettiva e devota al suo capo branco, sempre accanto. Un passo Nereo un passo Lilla, seduto Nereo, sdraiata ai suoi piedi Lilla.

Una coppia che non passava inosservata, conosciuta da tanti residenti. Nereo aveva girato un bel pò, prima di arrivare a Roma. Nato a Verona, aveva lavorato in Russia e poi in Inghilterra, finché non ha scelto di vivere in strada.  Nella zona di Porta Pinciana lui e Lilla erano benvoluti da molti. Nereo non cercava elemosina, al massimo accettava un libro, era un omone grande e grosso, dignitosissimo, che passava la sua vita a leggere storie in compagnia del suo fedele cane, finché un pirata della strada non lo ha travolto a pochi metri da quel suo angolo di mondo a ridosso delle Mura Aureliane lasciandolo senza vita lì, rannicchiato a terra, sotto gli occhi sbarrati del suo cane.

 Di lui ora rimangono i libri, una bicicletta e qualche coperta, ma anche fiori e pensieri che materializzano il ricordo affettuoso dei molti cittadini che ogni giorno, come me, passavano di là e scambiavano con lui un saluto o un sorriso. 

E poi, rimane lei, Lilla, il cane nero dagli occhi grandi e ora persi, di cui Nereo si prendeva cura e con cui divideva la vita di strada.

Diffusa la notizia della tragedia, in molti nel quartiere hanno pensato a lei, che ora è stata presa in carico dal Servizio veterinario del Comune e  si trova al canile della Muratella, dentro una gabbia, in attesa di qualcuno che la tiri fuori.

Proprio lei, sola e in cattività, un cane libero per destino e vocazione, compagna di strada di Nereo che aveva scelto la libertà come stile di vita.

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