HomeCinemaDA OGGI NEI CINEMA ROMANI IL NUOVO LELOUCH: “PARLIAMO DELLE MIE DONNE”

DA OGGI NEI CINEMA ROMANI IL NUOVO LELOUCH: “PARLIAMO DELLE MIE DONNE”

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Esce oggi nei cinema di Roma Alhambra, Cineland, Starplex e Tibur, il nuovo film di Claude Lelouch. Una storia famigliare in cui il regista ha scelto di puntare la sua attenzione sul rapporto di un uomo con le donne della sua vita.

Jaques Kaminsky, è un fotografo di guerra stimato per il suo lavoro, ma per la sua carriera ha trascurato la famiglia, diventando un padre e un marito sempre assente. Trasferitosi in una baita di montagna con la nuova compagna Natalie, vuole trascorrere un felice riposo, ma la verità è che la lontananza. soprattutto emotiva dalle quattro figlie lo rendono un uomo inquieto e infelice. Sarà il suo migliore amico ad escogitare una messinscena per riavvicinarlo alle sue figlie.

Uniamo una bella atmosfera francese, con protagonista il rocker Johnny Halliday alla regia di Claude Lelouch e abbiamo già un’idea di cosa ci attende per questo ″Parliamo delle mie donne″. Una storia di famiglia e di perdono dopo ″Chacun sa vie″ uscito a marzo di quest’anno. Prodotto nel 2014 e che uscirà tra qualche giorno, il film torna ad esplorare quel rapporto tra universo femminile e maschile tante volte approfondito dal regista francese.

Lelouche ha voluto come protagonista un grande del rock francese, Johnny Hallday per interpretare il ruolo di un famoso fotografo di guerra. Torna anche qui la passione di Lelouche per una fotografia di grande effetto che emerge dalle inquadrature di estesi paesaggi e dove all’intreccio narrativo si alterna la presenza simbolica di un’aquila immortalata con un‘attenzione naturalistica. Ma non è solo la fotografia ad essere un elemento ricorrente in questa ultima pellicola come nelle tante altre di Lelouche. Chi non ricorda il motivetto del film ″Un uomo, una donna″con Trintignant col quale il regista si aggiudicò due Oscar e la Palma d’oro al Festival di Cannes? Anche qui una intensa colonna sonora accompagna nelle pieghe più intime questa storia dall’espediente tragico vagamente shakespeariano. Il personaggio di Jacques è un pò autobiografico ma soprattutto ricorda la biografia di Hallday e delle sue tante conquiste. La regia risente dell’impronta a volte documentaristica di Lelouche, cosa che ogni tanto fa sfuggire qualche battuta ridondante nei dialoghi (dalle un bacetto). Buono il doppiaggio e nel cast tante conferme del cinema francese come Sandrine Bonnaire. Tra le diverse figure positive nell’intreccio quelle del personale nella villa ovvero Isabelle e Le ruf; l‘elemento della ″servitù″ come parte integrante della famiglia e chiave di volta in alcuni passaggi non è qui elemento originale ma come ogni favola che si racconti non manca mai. Un padre in attesa di redenzione e affetto, una grande tenuta, una forte amicizia, una famiglia finalmente intorno a lui ma soprattutto tante donne. Sì perchè lo sguardo di Lelouche in questa pellicola si sofferma soprattutto sulle figure femminili fino ad arrivare a prendere in alcuni passaggi la loro difesa nei confronti del padre. Il regista si sofferma sulla storia di ognuna delle figure femminili e anche sulla loro diversità. In fondo in questa pellicola ci sta la denuncia, il fallimento di una storia familiare, una speranza che sembra non esistere; come se ci fosse una maledizione in cui non può esistere la serenità, o comunque se c’è si tratta di una condizione passeggera. Meccanismi diabolici che si radicano con il passare degli anni lì dove prevale l’assenza. Meccanismi che neanche l’affetto di un amico e della sua buona fede riescono a rompere. Una bella pellicola dal messaggio positivo di perdono in conclusione che si evince dalla diversa reazione delle figlie e dell’ex moglie a dispetto della rabbia e dell’odio nutriti dalla madre di Estate. Le figlie come le stagioni dell’anno sono per il protagonista e per il regista simbolica metafora delle stagioni della vita. Una vicenda di eleganza formale per una storia straordinaria di un uomo e padre ordinari.

 

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