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PASSEGGIATE AL TRAMONTO: IL PALATINO COME NON L’AVETE MAI VISTO

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“Oggi sono stato… verso sera sul monte Palatino, dove sorgono imponenti mura in rovina del palazzo dei Cesari. Non è possibile, io credo, trovare vista uguale a questa.”

Parola di Wolfgangh Goethe, che nel 1786 rimase incantato da quello che vide, arrampicato sul colle Palatino al tramonto: Roma, le sue rovine, la sua grandezza.

Emozioni che, dopo tanti anni, finalmente anche romani e turisti potranno riprovare.

Apre oggi infatti, all’interno del Parco archeologico del Colosseo un Percorso nel verde  del Palatino. Un suggestivo itinerario archeologico-naturalistico per godere delle emozioni e della bellezza che conquistarono Goethe e tanti altri.

“Vorremmo donare questo luogo di grande suggestione ai visitatori.” spiega Alfonsina Russo , direttrice del Parco Archeologico del Colosseo “Il percorso, diviso in cinque tappe, sarà aperto per quattro ore al mattino (9:00-13:00) e saranno organizzate delle passeggiate raccontate al tramonto (10 euro) per rievocare la stessa suggestiva atmosfera che Goethe visse alla fine del ‘700, durante il suo viaggio in Italia, quando si fermò sul Palatino.”

Un’area da tempo selvatica e rustica, si trasforma così in un bell’itinerario naturalistico nel cuore di Roma. Qui mito, storia e natura si fondono e il nuovo percorso svela un lato inedito di uno dei luoghi più suggestivi di  Roma.

“Il grande impegno di riqualificazione paesaggistica del percorso lungo le pendici meridionali del Palatino -spiega Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo– segna un importante, ulteriore passo verso la restituzione totale alla fruizione pubblica dell’area archeologica centrale del cuore di Roma.”

L’itinerario, della lunghezza di 1,3 km, si affaccia sulla Valle Murcia e il Circo Massimo, in un’area rustica, da lungo tempo chiusa al pubblico, in cui la vegetazione autoctona ha potuto riprendere i suoi spazi e fondersi con i grandi monumenti del passato: dalle pendici sud-orientali del Palatino si snoda lungo tutto il fronte meridionale del colle, gira sul lato occidentale per arrivare fino agli horrea Agrippiana (i resti di grandi magazzini del grano edificati in epoca augustea da Agrippa) e quindi sfocia nel Foro.PALATINO

Il tracciato è percorribile in entrambi i sensi anche con carrozzine e carrozzelle (ad eccezione delle scale finali che ricongiungono il percorso ai Fori) e consente la circolarità della visita all’interno del Parco archeologico del Colosseo.

Oltre alla forte valenza simbolica dal punto di vista storico, l’area offre anche un paesaggio naturale di grande fascino grazie alla rigogliosa vegetazione spontanea che, con le sue inflorescenze, cespugli ed erbe, forma una cornice non solo ricca di suggestioni visive ma anche olfattive.

E poi, c’è la magia. Proprio il Palatino, infatti, regala una delle visioni più suggestive della Città Eterna.

Un viaggio, quindi, nello spazio e nel tempo che permette ai visitatori di immergersi in una natura dalle mille sfumature, perfettamente inserita tra i monumenti archeologici e i complessi ecclesiastici di rara suggestione presenti nell’area.

Il pubblico potrà spaziare dalle strutture più recenti, risalenti al IV°-III° sec. d.C., che sono nell’area sud orientale delle pendici, fino ad arrivare al punto in cui le fonti collocano le fasi della fondazione di Roma come l’area del Lupercale (la grotta in cui la Lupa allattò Remo e Romolo), la casa Romuli e tugurium Faustuli (dove i gemelli furono accuditi), le scalae Caci (testimonianza di una delle più remote vie di accesso al versante sud-ovest del Palatino) e l’area del tracciamento del solco primigenio con cui Romolo cinse la Roma Quadrata. E non solo.

“Questo percorso ha qualcosa in più. – prosegue Alfonsina Russo. – Abbiamo voluto ripiantare gli alberi sacri che qui già c’erano: pini, allori, cipressi ma anche la macchia mediterranea più significativa, come la rosa canina, la ruta, la malva, il rosmarino. Piante di cui ci parlano le fonti antiche, come Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia” o, ad esempio, l’albero di corniolo con cui Romolo realizzò la lancia che dall’Aventino tirò sul Palatino per definire i confini della prima città di Roma.”

Ma quest’area potrà riservare per il futuro anche altre sorprese per offrire un giro di visite sempre più interessante ed articolato:

“Sarà aperto al pubblico il Museo del Colosseo e a settembre riapriremo anche la Domus Transitoria, un altro luogo di grande suggestione.” – conclude Alfonsina Russo.

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