calzetta sospesa

La cantautrice romana Giulia Anania lancia l’iniziativa Calzetta sospesa: un’idea solidale per regalare dolcezza e sorrisi e far vivere l’atrmosfera delle feste anche a chi è meno fortunato

“A Natale siamo tutti più buoni”. Recita così il detto popolare a cui deve essersi ispirata Giulia Ananìa, cantautrice romana, quando ha deciso di dar vita a La Calzetta sospesa,

“Un’iniziativa”- scrive la musicista sulla sua pagina Facebook – “ideata da me e da Andrea Fassi. ” e poi spiega nel dettaglio quest’idea semplice ma che può donare un sorriso a tanti durante queste feste: “Dal 22 dicembre al 6 gennaio i cittadini romani, e non, potranno lasciare una calza simbolica del valore di 3 euro in 4 ottime pasticcerie, gelaterie e panetterie della Capitale: Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi al quartiere Esquilino, Nero Vaniglia a Ostiense-Garbatella, Otaleg a Trastevere e Dar Ciriola al Pigneto”.

Grazie alla Calzetta sospesa, per tutto il periodo natalizio, chi vorrà, attraverso una piccola offerta, potrà quindi regalare a chi ne ha più bisogno, un momento di dolcezza offrendo una fetta di pandoro, una cioccolata calda, un maritozzo con la panna o un panino, a seconda delle specialità prodotte dall’attività aderente all’iniziativa, contribuendo così a far sentire lo spirito natalizio anche a coloro che vivono in condizioni di disagio ed emarginazione sociale nella città di Roma.

L’iniziativa si concluderà il 6 gennaio, in concomitanza con il giorno della Befana, con una festa conclusiva che vedrà la cantante esibirsi in un concerto gratuito a Palazzo del Freddo, dedicato a Roma e ai senza fissa dimora dell’Associazione Binario 95, polo sociale da anni impegnato nel sostegno delle persone che non hanno una casa e che si trova alla stazione Termini, negli spazi concessi in comodato d’uso gratuito dalle Ferrovie dello Stato Italiane alla cooperativa Europe Consulting Onlus.

La giornata di festa per la Calzetta sospesa inizierà alle 15.30 con degustazioni gratuite per tutti, a cura delle attività che hanno deciso di aderirvi, e street art per bambini e proseguirà, alle 18.30, con il concerto di Giulia Ananìa che, insieme ad ospiti speciali dell’Associazione Binario 95, canterà e omaggerà due grandi artiste che hanno segnato la scena Capitolina: Gabriella Ferri e Anna Magnani. Ma non solo musica e spettacoli: ad arricchire il vasto programma della giornata ci saranno anche i racconti sui segreti della Befana Romana, simbolo di solidarietà, ad opera della sociologa urbana Irene Ranaldi dell’Associazione Ottavo Colle e le letture dal libro Ogni storia ha il suo gusto, pubblicazione che raccoglie i racconti di persone senza fissa dimora accolte nel centro di accoglienza e le ricette di gelato elaborate da Andrea Fassi, mastro gelataio e patron del Palazzo del Freddo.

Un’attenzione particolare ai più deboli, Giulia Ananìa, che vanta importanti collaborazioni con artisti del calibro di Nek, Emma, Laura Pausini e Paola Turci, l’ha sempre dedicata, come dimostrano i testi delle sue canzoni in cui temi ricorrenti sono le lotte sociali e le storie di anime fragili. L’iniziativa Calzetta sospesa è quindi per l’artista il raggiungimento di un traguardo importante: riuscire ad aiutare concretamente coloro le cui difficoltà sono state spesso protagoniste della sua musica.

“Con un piccolo gesto, sostiene la cantautrice, possiamo non lasciare soli i più deboli, regalandogli un sorriso e facendogli vivere una giornata spensierata e di festa, lontano dalle sofferenze quotidiane. Roma dimostra, aderendo a questa iniziativa, di essere una città aperta e solidale, come ha dichiarato l’artista in una recente intervista: “Non posso stare con le mani in mano e chi ama la nostra città non può non fare qualcosa. Per questo motivo ho ideato ‘La Calzetta sospesa’. Non si può scrivere canzoni e fare concerti solo per chi puo’ permetterselo e non mi piace che nel mondo si parli di Roma come di una città depressa, triste ed egoista. Voglio raccontare un posto diverso, la Roma sorniona, strafottente, contraddittoria ma “città aperta”, che aiuta chi non ha una casa, magari perchè ha perso il lavoro o viene da un paese in cui si combatte ancora”.

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