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Al via oggi il Napoli Teatro Festival: 130 eventi a Napoli e in altre location campane per ritornare a gioire dell’arte e battere la paura

“Come dice il nostro direttore artistico questo Napoli Teatro Festival dovrebbe avere un sottotitolo: ‘La paura e il coraggio’.”

E’ dunque questo il marchio che si porta dentro questa speciale edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la kermesse che da oggi riporterà sui palchi sparsi per la città partenopea e per la Regione Campania il teatro, l’arte, le storie e gli artisti. Quest’anno la rassegna è indelebilmente segnata dal coraggio di chi ha creduto in una manifestazione che, dopo la grande paura, riparte proponendo al pubblico ben 130 eventi dal vivo, per un mese di fittissima programmazione.

A raccontarci del fermento, della voglia di tornare in scena, di ri-accogliere il pubblico e di fugare le ombre della pandemia è la vicedirettrice del Festival, Nadia Baldi, drammaturga e regista napoletana, giustamente orgogliosa del grande lavoro fatto per regalare alla città e all’Italia un cartellone che non è affatto ridimensionato per l’emergenza Covid. Praticamente un caso unico in Europa.

Una scelta audace quella di proporre il Napoli Teatro Festival nella sua forma quasi completa (fa eccezione la parte internazionale del Festival programmata per l’autunno ndr), come avete fatto?

“Per affrontare la ‘grande paura’ in questi mesi abbiamo dovuto attingere a tutto il nostro coraggio, e mantenere la lucidità. Non abbiamo mai perso la speranza, anche perché alla ‘macchina del festival’ lavorano, tra artisti e maestranze, circa 1500 persone, e ci siamo sentiti tutti in dovere di salvare quest’evento”.

E così il coraggio ha vinto sulla paura e oggi ci troviamo alla vigilia di un Festival che, partendo dal teatro, ne segue gli intrecci e le suggestioni reciproche con le altre arti: dalla musica alla danza, dal cinema alla letteratura fino ad arrivare allo sport. Un elenco di rappresentazioni, concerti, performance, incontri, artisti da far girare la testa. Solo per fare alcuni nomi in cartellone, si avvicenderanno sui palchi del Napoli Teatro Festival Silvio Orlando, Francesco Montanari, Vinicio Marchioni, Donatella Finocchiaro, Lina Sastri, Carrozzeria Orfeo, Pippo Del Bono e Enzo Avitabile, e tantissimi altri, che si alterneranno in location come il Real Bosco di Capodimonte, Palazzo Fondi, i cortili dei palazzi del rione Sanità, il rione De Gasperi, la spiaggia delle Monache a Posillipo , il Teatro di San Carlo, e il Circolo Canottieri, il Duomo e il cortile del teatro Ghirelli a Salerno, il complesso monumentale di Santa Chiara a Solofra, il Teatro Naturale di Pietrelcina, e l’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere. Un evento rimodellato in tempi strettissimi, che solo poche decine di giorni fa sarebbe stato difficile immaginare in queste dimensioni.

Quali sono state le principali difficoltà che vi siete trovati ad affrontare in questi mesi difficili?

“L’evento, gli spettacoli, sono stati più volte ripensati, man mano che arrivavano nuove indicazioni sulle regole per la sicurezza. Più volte ci siamo ritrovati a ripensare da zero quello che avevamo programmato. In tutto quel subbuglio però, alla fine siamo riusciti nel nostro intento, quello di far andare in scena questo Festival in un anno così particolare e difficile per tutti. Di certo l’esperienza di questi mesi non può non aver lasciato traccia nel lavoro degli artisti e credo che la percepiremo come una sorta infiltrazione creativa”.

Alla vigilia della partenza, c’è qualche altra sfida ancora da vincere?

“Mi aspettavo che a questo punto ci saremmo dovuti battere contro la diffidenza, figlia della paura che abbiamo vissuto. Tutti ci chiedevano: ‘ma siete sicuri di quello che fate?’ ‘E’ il caso di andare avanti?’, ovviamente siamo sempre stati certi del nostro obiettivo ma nella testa rimaneva un po’ di preoccupazione per questa esperienza che ci ha segnato tutti, però ci siamo concentrati sul ‘ce la faremo’, siamo stati un pò dei Don Chisciotte, ci abbiamo creduto fino in fondo, nonostante tutto.”

Quindi ora temete di scontrarvi con la diffidenza e il timore del pubblico?

“Su questo possiamo essere assolutamente certi che non sarà così. Pochi giorni fa abbiamo aperto il botteghino per le prevendite: erano le 10 di mattina, alle 10.30 i biglietti disponnibili erano già esauriti. Tanto che abbiamo previsto per alcuni eventi lo streaming, così da venire incontro in modo diverso all’enorme richiesta che abbiamo avuto”.

Il coraggio è stato quindi già ripagato oltre le aspettative?

“Siamo felicissimi di aver scelto di portare in scena il Napoli Teatro Festival nella sua versione completa: Credo che in questo siamo forse gli unici in Europa, e anche un orgogliosi che questa grande ripartenza avvenga dal sud. La risposta del pubblico è veramente straordinaria e dovrebbe anche far capire molte cose. La prima è che le persone hanno fame di teatro, di arte, di cultura e la seconda, che a questa è direttamente collegata,  è che non si può ancora pensare che con la cultura ‘non si mangia’. Stiamo parlando di un settore che produce molto reddito (calcolando l’apporto dei suoi vari settori arriviamo a circa il 20% del Pil), e che quindi dovrebbe essere trattato, anche in sede istituzionale, con un’attenzione diversa”.

L’apertura del Napoli Teatro Festival è affidata alla la prima assoluta de Il Prestito, divertente e geniale commedia di Jordi Galceran tradotta da Enrico Ianniello, e prodotta da Casa del Contemporaneo nell’ambito del progetto Rua Catalana– nuovo teatro catalano a Napoli, per la regia di Rosario Sparno, con Luca Iervolino e Luciano Saltarelli. A seguire il concerto/spettacolo dei Foja, questa sera alle 21 a Capodimonte, uno degli eventi che andranno anche in diretta streaming  gratuitamente sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania (https://cultura.regione.campania.it/en/web/teatro/live) e sui canali radio e video di CRC (Radio CRC Targato Italia e sul Canale 620 del Digitale Terrestre). 

Per consultare il programma completo del Napoli Teatro Festival Italia: qui.

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