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Ciao Monica Vitti, grazie di tutto

morta Monica Vitti 90 anni

L''attrice Monica Vitti posa nella sua casa a Roma Foto: Ezio Vitale / Archivio Italfoto

E’ morta oggi Monica Vitti, una delle attrici più innovative e talentuose che il cinema italiano abbia mai espresso.

Ci mancheranno tanto i suoi personaggi, le sue battute, le sue parole. Monica Vitti aveva compiuto a novembre 90 anni. Un giorno speciale che aveva passato, come accadeva da tanti anni, al riparo delle sue mura domestiche. Avvolta dall’amore e dalle premure del marito, Roberto Russo, e della badante.

Attrice multiforme e indimenticabile

Oggi è inevitabilmente ripercorrere, con gratitudine, la carriera straordinaria di questa donna, toccata dalla grazia di un talento multiforme, follemente innamorata del palcoscenico e del set cinematografico, indipendente.

Capace di calarsi con la stessa bravura nelle donne inquiete del cinema impegnato e divenirne addirittura icona, e in quelle sghembe, fragili e irresistibilmente comiche di tanti film della migliore commedia all’italiana.

Multiforme, eterea e carnale, leggera e tragica, non sorprende che Monica Vitti sia ancora oggi una delle attrici più amate dal pubblico italiano.

Monica Vitti da anni passava le sue giornate costretta in casa, sempre seguita dalle amorevoli cure del marito, il fotografo e regista Roberto Russo.

Eppure, nonostante la sua invisibilità, nessuno si è mai dimenticato di Monica Vitti, un nome che è conosciuto anche dal pubblico più giovane.

Monica Vitti, 90 anni di amore con il pubblico

E come potrebbe essere dimenticata? Nata a Roma il 3 novembre 1931, con il nome di Maria Luisa Ceciarelli, Monica Vitti si è innamorata sin da giovanissima della recitazione, tanto da decidere di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e seguire il suo sogno.

E’ stata un’ artista di talento, ma anche un’ icona di femminilità. Un femminilità nuova, che proprio in quegli anni si stava imponendo.

Bellissima e versatile, dopo anni di palcoscenico, i suoi esordi nel grande cinema coincidono con il suo ruolo di musa delle opere intellettuali e rarefatte di Michelangelo Antonioni. Del regista fu anche compagna di vita e i suoi film la resero celebre, ben oltre i confini nazionali guadagnandole premi prestigiosi e riconoscimenti dall’elite cinematografara mondiale.

Ma molti di noi, pensano a lei soprattutto come una delle più grandi attrici di commedia che il cinema italiano ricordi. E’ stata capace di usare con la sua arte, non solo la bellezza, ma la ancor più grande ironia. Un mix, per gli anni del suo grande successo, inedito, di caratteristiche che l’ hanno resa un elemento nuovo. E anche un modello più moderno di donna sullo schermo.

David di Donatello, Nastri d’argento, un Leone a Venezia, la sua carriera è segnata da apprezzamenti e riconoscimenti in Italia e all’estero.

Ha lavorato con i più grandi della sua generazione, che è stata poi, una generazione di fenomeni: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi.

A intuire e sfruttare per primo il suo talento comico fu Mario Monicelli, che nel 1968 le diede il ruolo della protagonista nell’esilarante “La ragazza con la pistola” in cui la Vitti ebbe occasione anche di rispolverare il dialetto siciliano che conosceva bene, visto che passò alcuni anni della sua infanzia in Sicilia.

E chi non ricorda il lungo sodalizio con Alberto Sordi? Due romani de Roma che ci hanno fatto ridere e rispecchiare in quelle coppie che si arrangiavano sullo schermo a schivare i colpi della vita o addirittura della Storia (come in “Polvere di Stelle”). O che cercavano faticosamente di adattarsi alle novità di una modernità grottesca e di un’ Italia che cambiava i suoi costumi (ricordate la celeberrima scena degli schiaffoni sulla spiaggia di “Amore mio aiutami” ?)

Una volta ha raccontato che, in famiglia, la sua decisione di fare l’ attrice era stata vissuta per molto tempo con scetticismo. Un fratello avvocato, un altro giornalista, lei era la figlia con il lavoro più insolito. Un mestiere che in una famiglia borghese non era considerato nemmeno un vero lavoro. Per fortuna nostra però, lei si è incaponita. Ha seguito la sua strada e ci ha regalato anni di emozioni e risate, descrivendo donne lontane dai cliché, anche cinematografici.

I personaggi più amati e riusciti dell’attrice romana, sono eroine spesso sgangherate e pasticcione, che si fanno trascinare dalla passione, non ne calcolano le conseguenze, seguono il cuore che le mette, costantemente, in  guai da cui si tirano fuori a fatica e sempre precariamente, nell’attesa che arrivi la prossima calamità sentimental-esistenziale. Ma sono già donne che pagano sulla loro pelle scelte autonome, e sempre caratterizzate da una certa testardaggine.

Come la Tosca, raccontata da Luigi Magni a fianco di Gigi Proietti, o la popolana del magnifico Dramma della Gelosia di Ettore Scola, e via elencando.

Una volta, in un’ intervista dichiarò:

“Le donne mi hanno sempre sorpreso. Le donne sono forti ed hanno la speranza nel cuore e nell’avvenire”.

Una definizione che si adatta prima di tutto a lei.

Monica Vitti è una delle attrici che ci ha fatto più ridere ed emozionare. Ciao e grazie di tutto.

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