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Monterotondo, ragazzina uccide il padre violento: tutti sapevano

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deborah monterotondo

Monterotondo: Deborah, 19 anni, uccide il padre. Tutto il paese conosceva l’inferno famigliare ma nessuno ha evitato la tragedia.

Ha ucciso il padre con un pugno per difendere la madre e la nonna, oltre che se stessa. E addesso si porterà questa croce, comunque vada il processo, per tutta la vita. E’ la terribile storia di Deborah, 19enne di Monterotondo Scalo che campeggia su tutti i media.

La storia di una ragazzina, che uccide il padre. La storia dietro cui, andando a scavare, si celano anni di aggressioni dell’ uomo alle donne con cui viveva. La storia che Deborah si teneva per sè, per paura, per vergogna, per dignità, per voglia di normalità. La storia che tutta Monterotondo conosceva, e che oggi il paese racconta compatto ai cronisti arrivati allo scalo sulla Salaria per raccogliere testimonianze.

Lui, la vittima, Lorenzo Sciacquatori, era un ex pugile che ormai da tempo aveva rovinato la sua vita tra alcol e droga. Lei, l’assassina, fuori casa è una studentessa del liceo artistico, ottimi voti a scuola e il sogno di lavorare nel mondo del design; in casa invece, vive da anni un inferno famigliare fatto di maltrattamenti e violenze, su di lei, su sua madre e su sua nonna.

La madre di Deborah denuncia il marito nel 2014, ma poi, lo fa rientrare in casa, sperando che le cose cambino. Come spesso succede, le cose non cambiano, anzi peggiorano, fino all’epilogo tragico dell’altra notte.

Secondo le prime ricostruzioni Lorenzo Sciaquatori rientra all’alba in casa e, sotto l’effetto di alcol e droga, inizia a tormentare le tre donne.

Un paio di ore di delirio, urla, aggressioni, che finiscono con le tre donne che escono di casa, ancora in pigiama, per salvarsi dalla furia di Lorenzo. Deborah porta con se un coltello, con cui poi colpisce il padre all’orecchio, ma il colpo mortale non è quello della lama: pare, secondo i medici, sia stato il suo pugno a provocare la caduta fatale del padre, ex pugile finito una volta k.o.

Deborah e la madre hanno immediatamente chiamato i soccorsi, ma per Sciaquatori era troppo tardi.

La famiglia era seguita dai servizi sociali del comune di Monterotondo, a Repubblica lo racconta il vicesindaco, che racconta anche di aver offerto un lavoro socialmente utile a Sciaquatori, ma di esserselo visto rifiutare. I servizi sociali non sono bastato ad aiutare quella famiglia sofferente, a salvare il padre nè la figlia, lasciata per anni a vivere in un inferno di cui, oggi si scopre, tutti sapevano, comprese le istituzioni e le forze dell’ordine locali, e nessuno è riuscito a fermare.

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