Home BRUNCH - IL BLOG Mondiali Femminili, le ragazze che vogliono fare gol al gender gap

Mondiali Femminili, le ragazze che vogliono fare gol al gender gap

461
0
Italia Femminile

Al via stasera a Parigi i Mondiali Femminili di Calcio. In campo scenderanno 24 nazionali, una contro l’altra ma unite per fare gol contro la discriminazione

Ci siamo. Stasera alle 21, calcio d’inizio per i Mondiali Femminili Francia 2019 che, in Italia, avrà una visibilità mai conosciuta prima, grazie alla copertura di Sky e della RAI che trasmetterà le partite delle azzurre in chiaro.

Un’ottima occasione per far avvicinare il grande pubblico al calcio delle ragazze e, a suon di risultati, forse anche l’occasione più ghiotta per la lunga battaglia con la Federazione Gioco Calcio sullo status delle nostre calciatrici.

Queste ragazze che vanno a giocarsi una coppa in Francia sfidando le nazionali più forti del mondo, si sono ocnquistate con sudore e talento riflettori e posto nell’ Olimpo del calcio femminile planetario. Cosa che non si può dire della nazionale maschile, reduce dal tremendo fallimento della mancata qualificazione a Russia 2018.

Di certo l’Olimpo delle femmine, non è lo stesso Olimpo dei maschi e, anche in quest’occasione, la squadra che conquisterà la coppa del mondo incasserà un decimo di quello che ha incassato la Francia maschile vincendo i mondiali in Russia.

Certo, il calcio femminile ha un ritardo in termini di storia che ricade ovviamente sul suo fascino e dunque sulla sua vendibilità. Basti pensare che il primo mondiale femminile è datato 1991. Ma ormai i tempi sono cambiati e il fatto che tante giocatrici che ci incanteranno con palleggi, tackle e gol da stasera e fino al 7 luglio, non riescano a conquistare lo status di professioniste, suona ormai un tantino anacronistico, oltre che ingiusto.

Anche perchè la FIFA, e le singole Federazioni Nazionali, sembrano molto interessate a sviluppare anche mediaticamente il ‘prodotto’ calcio femminile. Almeno a parole, perchè poi quando si tratta di soldi, per le ragazze non ce ne sono.

E non parliamo solo di paesi in cui il movimento è un fenomeno emergente, ma oggettivamente ancora un pò di nicchia, come l’Italia, in cui risultano circa 24000 calciatrici tesserate, di cui 2700 nella fascia tra i 10 e i 12 anni, cioè le quote imposte dalla Federazione alle Sscietà, proprio per ampliare i numeri di un movimento promettente, ma che ancora deve crescere.

Ad essere retribuite infinitamente meno dei loro omologhi maschi, per esempio, sono le stelle mondiali, le calciatrici della nazionale degli USA: 3 mondiali vinti, 4 ori olimpici. La squadra numero uno del mondo viene umiliata con retribuzioni ridicole rispetto alla squadra maschile, che come è noto, non brilla e ha bucato anche lei la qualificazione a Russia 2018.

Ed è proprio dalle più brave che si alza la protesta, che finalmente, in occasione dei Mondiali Femminili, può contare anche sulla cassa di risonanza mediatica. Le nazionali statunitensi, punta di diamante di un movimento che coinvolge un numero stermianato di ragazze e ragazzine, guidate da Carli Lloyd, Megan Rapinoe, Alex Morgan , hanno intentato una class action contro la federazione (ve lo abbiamo raccontato qui), accusata di discriminazione. E la federazione si è impegnata ad aumentare i bonus per le sue campionesse, a partire proprio dall’impegno in terra di Francia.

Anche le calciatrici di Argentina e Brasile sono passate ai fatti, facendo causa ai vertici delle relative federazioni per “povertà di trattamento economico”.

Il pallone d’oro, dunque la più brava calciatrice del mondo, Ada Hegerberg, è talmente arrabiata con la federazione norvegese, da dare forfait per la competizione più importante, finchè la questione della giustizia salariale non sarà seriamente affrontata.

Le ragazze della nazionale australiana, invece, hanno lanciatola campagna #ourgolaisnow, accusando la FIFA di sessismo e di discriminazione.

Gli stessi venti di guerra soffiano anche per l’ Olanda, per l’Inghilterra e per il Cile.

Le italiane, che hanno dietro di loro un movimento ancora non paragonabile a quello americano, ma in continua e rapida crescita, sperano di approfittare di una visibilità mai avuta finora per convincere, a colpi di risultati, pubblico e dirigenti che è il momento di investire almeno una goccia dello sterminato oceano di denaro collegato al mondo del calcio, nel talento femminile.

Stasera il calcio d’inizio di Francia- Corea del Sud darà avvio ad un torneo che vedrà scendere in campo 552 atlete di ventiquattro nazionali, una contro l’altra, ma tutte unite per cercare di fare gol contro le discriminazioni.

Rispondi