molestie luoghi di lavoro

L’Italia è il primo paese in Europa a ratificare una Convenzione internazionale che definisce violenza e molestie sui luoghi di lavoro come violazione dei diritti umani. Un grande passo avanti nel contrasto alle violenze e molestie sul luogo di lavoro e una tutela in più per i lavoratori e le lavoratrici.
Il 12 gennaio, infatti il Senato della Repubblica ha votato la ratifica della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 190.

Il documento si incentra appunto sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, l’Italia è il primo Paese europeo a compiere questo passo. L’Ilo ha adottato la Convenzione 190 il 21 giugno del 2019 e  fornisce una definizione ampia di violenze e molestie sul lavoro. Ogni comportamento suscettibile di causare un danno fisico, psicologico e economico può configurare violenze e molestie sul lavoro. Tali comportamenti si riconoscono essere violazione di diritti umani. Inoltre la Convenzione 190 fa esplicito riferimento alle violenze e molestie fondate sul genere, riconoscendo dunque che le donne sono particolarmente esposte al rischio di violenza e molestie, di natura sia fisica che economica.

Il processo di ratifica della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 190  è partito alla Camera con la proposta di legge dell’onorevole Laura Boldrini , approvata all’unanimità .

“Nel nostro Paese una donna su due subisce molestie sul lavoro. E l’81%, per paura, resta in silenzio.  Sono orgogliosa di aver presentato, alla Camera, la proposta di legge con cui è stata ratificata questa Convenzione dell’Organizzazione internazionale del Lavoro.  Con l’approvazione di oggi, compiamo un passo avanti importante sulla strada del pieno riconoscimento dei diritti e della dignità delle donne”. Ha commentato dopo l’autorizzazione della ratifica del Senato, l’on. Boldrini.

La Convenzione si applica sia al settore pubblico che al settore privato, e include fra i soggetti meritevoli di tutela anche i lavoratori e le lavoratrici più vulnerabili quali tirocinanti, volontari e persone licenziate.

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