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Miriam Leone: “In ‘L’amore a domicilio’ racconto i rischi dell’amore”

miriam leone un amore a domicilio

Esce il 10 giugno su Amazon Prime Video “L’Amore a domicilio”, con Miriam Leone e Simone Liberati, una storia che indaga i rischi dell’amore. La protagonista racconta il suo personaggio, Anna

Due esistenze che sembrano incanalate in schemi diversi ma sempre uguali a se stessi, finchè non arriva l’amore a sparigliare le carte. L’amore che, “come una bomba cambia tutto. L’amore ti sveglia e ti fa fare cose che non avresti mai pensato di fare”. Il soggetto di migliaia di film, la trama di milioni di libri è anche al centro del nuovo titolo L’amore a domicilio, con Miriam Leone e Simone Liberati, in uscita su Amazon Prime Video mercoledì 10 giugno.

Un punto di partenza talmente semplice ed universale che, proprio per questo, può declinarsi ogni volta in modo diverso. Il punto di vista originale che ha trovato il regista de L’amore a domicilio, Emiliano Corapi, è quello appunto del ‘domicilio forzato’, a cui è soggetta Anna, la protagonista interpretata da Miriam Leone, condannata per rapina continuata e aggravata. Anna entra come una tempesta nella vita di Renato, un trentenne che, come molti, si è sempre tenuto alla larga da relazioni sentimentalmente coinvolgenti, un tipo che preferisce volare basso per non rischiare di farsi male nella caduta e che abbandona i suoi principi, travolti dall’incontro con Anna. La donna che gli cambia la vita è una bad girl condannata, non solo ai domiciliari, ma alla sua solitudine e che, come Renato, si tiene ben lontana dalla possibilità di vivere fino in fondo i sentimenti e i rapporti con gli altri. Da questa stramba storia d’amore deriveranno situazioni inaspettate e cambiamenti imprevedibili nelle esistenze di entrambi i protagonisti.

L’amore a domicilio è un noir sentimentale che vuole indagare sul tema dei rischi dell’amore ambientandolo in uno spazio un pò sospeso come quello della casa della mamma di Anna in cui la ragazza è obbligata a rimanere a causa della sua condanna.

Proprio l’ambientazione degli arresti domiciliari risulta particolarmente interessante per un film che esce all’indomani di un momento eccezionale in cui tutti noi abbiamo, in qualche misura, sperimentato le sensazioni che per altri motivi sperimenta la protagonista de L’Amore a domicilio.

“Non siamo stati noi a organizzare una promozione così invasiva da costringerte tutto il mondo in lockdown“- scherza Miriam Leone in conferenza stampa- “Il film sarebbe dovuto uscire ad aprile, quindi era già stato girato al momento del lockdown, ma devo dire che quell’esperienza mi ha aiutato a capire ancor di più il personaggio di Anna, il suo bisogno di movimento. Lei nel film dice ‘mi mancano le cose che non ho mai fatto, per esempio lo sport’, la stessa cosa è successa a me: in lockdown, pur non avendo mai fatto sport in modo assiduo ho sentito fortissima l’esigenza di movimento e ho fatto sport anch’io. Nel film Renato diventa per anna il fornitore dei suoi bisogni materiali: il movimento, la tv, quattro chiacchiere, è questa presenza che toglie Anna dalla condizione ringhiosa di animale in gabbia e le restituisce l’umanità. Esperienze che penso, in un modo o nell’altro, abbiamo fatto tutti in questo ultimo periodo”.

Con L’Amore a domicilio, Miriam Leone si trova alle prese con un’altra ‘bad girl’: sono ruoli non molto comuni nel cinema italiano che l’attrice catanese pare prediligere. Racconta così il personaggio di Anna:

“Quando trovo un personaggio come lei, dai forti contrasti, scritto con luci ed ombre, questo risveglia sempre il mio interesse. In realtà di vere bad girl, questa è solo la seconda, anche se la prima, è un personaggio per me molto importante anche perchè è durato tanto, e cioè Veronica Castello di 1992,1993 e 1994. E’ un territorio che mi piace esplorare anche perchè è molto lontano da me, e questa possbilità è uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere. Questa ragazza è un animale in fuga, braccata, sola per molti motivi e anche una criminale. Mi affascina molto, professionalmente, raccontare personaggi giunti a un bivio nella vita, bad girl, ma che a un certo punto devono scegliere e magari scelgono la redenzione”.

E’ anche la prima volta che Miriam Leone recita nella sua ‘lingua madre’, colorando i dialoghi di Anna con uno spiccato dialetto catanese. Una scelta, legata al personaggio:

“Ho suggerito di far parlare Anna in dialetto, o comunque con spiccato accento catanese, perché volevo raccontare un personaggio immaturo sentimentalmente, e ho pensato di farlo tornando al mio passato, ovvero al mio periodo universitario, ad alcuni personaggi che ho conosciuto all’epoca. Lei è un po’ adolescenziale nei sentimenti, basta guardare il rapporto irrisolto con la madre, e ingenerale i rapporti che ha con l’altro, completamente chiusi, quindi mi sembrava interessante per rappresentare un personaggio così ritornare alla mia lingua madre, al mio dialetto, origini”.

L’Amore a domicilio uscirà il 10 giugno su Amazon Prime Video, in un momento in cui lo streaming è ancora l’unica possibilità per vedere i film. Miriam Leone, sull’antitesi tra sala e streaming, ha le idee ben chiare:

“Siamo molto felici che il film esca e ci auguriamo che sia visto dal maggior numero di persone possibile ora in streaming e, magari, quando si potrà, in sala. Non credo che la possibilità di vedere un film in streaming rubi il pubblico alle sale. Ci sono diversi casi che lo hanno dimostrato, da Roma a Sulla mia pelle, usciti contemporaneamente al cinema e sulle piattaforme.

Ci auguriamo tutti che i cinema riaprano presto, sotto qualsiasi forma: le sale, le arene, i drive-in. La condivisione che avviene andando a vedere un film in sala per me resta una cosa bellissima, ma è una cosa preziosa anche poter usufruire ovunque si voglia di cinema, attraverso lo streaming, e ce lo ha dimostrato proprio questo periodo di lockdown: lo streaming è il mezzo che ha permesso di mantenere il contatto tra il pubblico e il cinema. Non c’è motivo per avere pregiudizi”.

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