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MILLY DIVA E ICONA SECONDO GENNARO CANNVACCIUOLO

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Lavorò con i più grandi artisti della sua epoca, face perdere la testa a uomini potenti e famosi. La sua fu una vita piena di battaglie, arte, amori, sconfitte e successi. Milly nacque ad Alessandria nel 1905 e percorse il suo secolo passando per i palcoscenici più prestigiosi. Cantò, recitò, ammaliò, e lasciò un segno profondo nel modo di fare spettacolo della sua epoca. Se volete saperne di più di quest’artista raffinata e multiforme di sicuro potrà aiutarvi un altro grande artista del palcoscenico, ammiratore della sua arte e capace di riportarne in vita la sua essenza in uno spettacolo pieno di musica, colori, arte e vita. IL MIO NOME È MILLY una diva, tra guerre, prìncipi, pop e variété è recital di e con Gennaro Cannavacciuolo in scena da stasera e fino all’11 marzo al Teatro La Cometa ed è un vero tuffo nella vita professionale e privata di Milly.

Tra lustrini e foto d’epoca si passa dal varietà anni’20, dietro le cui quinte si consumò il contrastato amore della cantante con il Principe Umberto, e quello a senso unico, di un giovanissimo e devoto Cesare Pavese che scriveva lettere di fuoco per un amore mai ricambiato, arrivando all’incontro con Vittorio De Sica. E poi, la lunga e importante carriera del dopoguerra, a fianco di nomi come Giorgio Strehler, e quello con Filippo Crivelli che creerà per lei i famosi “recital” nei quali Milly, oltre a cantare il repertorio brillante del variété, introdurrà quello di Brecht-Weill ed i testi più significativi dei cantautori e musicisti degli anni 60-70, quali Endrigo, Lauzi, De Andrè, Aznavour e Piazzolla. E sono proprio le musiche e le canzoni al centro della performance artistica di Cannavacciuolo: dalla celeberrima “Stramilano” a “Si fa ma non si dice”, dalla “Ballata della schiavitù sessuale”e “Surabaya Johnny” di Brecht fino appunto, al meglio del cantautorato italiano. Una vita straordinaria, vissuta senza fiato raccontata in uno spettacolo al termine del quale sarà lo spettatore a rimanere senza fiato.

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