Debutta il 7 dicembre e sarà in scena fino al 17 dicembre sul palco del Teatro Golden di Roma, in via Taranto, zona San Giovanni, lo spettacolo “Il Regalo Perfetto”. Scritto e diretto da Toni Fornari, vede protagonisti sul palco l’inedita coppia Michela Andreozzi e Simone Montedoro, nei panni di Salvo e Greta, marito e moglie da tanti anni,  che si ritrovano misteriosamente catapultati in un gioco interattivo, in un locale ad alto tasso di tecnologia, Dreambox  dove,  spinti dalle prove proposte, metteranno a nudo desideri, rinunce e non detti con esiti sorprendenti.

Uno spettacolo tutto nuovo, alla sua prima rappresentazione, che Tua City Mag si fa raccontare dalla protagonista, Michela Andreozzi, in questa intervista.

Michela Andreozzi, intervista: “Il Regalo Perfetto? Scene da un Matrimonio con un pizzico di Squid Game”

Michela Andreozzi, stai per debuttare a teatro a Roma con lo spettacolo “Il Regalo Perfetto”, come racconteresti questo testo?

Scherzando io lo definisco un misto tra Scene da un matrimonio e Squid Game. E’un gioco in cui finisce una coppia, ed è una sorta di prova per farli conoscere meglio e anche per testate la loro stabilità. E’ uno spettacolo molto interessante perché cerca di raccontare in modo nuovo il rapporto di coppia. I due protagonisti, che stanno insieme da tanto tempo, invece di rinnovare i voti come fanno molti, si ritrovano a fare questo gioco, architettato da qualcuno che li conosce bene e in questo modo li spinge ad aprirsi, ma li mette anche molto in difficoltà. E’ una sorta di gara di sopravvivenza psicologica, e i due inizieranno a tirare fuori cose che, in tanti anni, non si erano mai detti.

Quale pensi sia il messaggio che recepirà più il pubblico dopo aver visto lo spettacolo?

Penso che le persone che vedranno questo spettacolo si divertiranno ma anche si sentiranno perdonate o comprese, perché il senso della metafora è che, all’interno di una lunga vita matrimoniale può succedere qualsiasi cosa, ma ciò che conta è il legame che tu instauri con l’altra persona, e anche il rispetto delle rinunce che a volte ci si trova a fare. Quello è un matrimonio in cui ognuno dei due ha fatto dei sacrifici per la famiglia. Noi veniamo in una tradizione culturale in cui la famiglia è sinonimo di compromessi a volte inevitabili e spesso capita di dover rinunciare a qualcosa per la famiglia, i particolare a qualche sogno o desiderio. Infatti lo spettacolo è ambientato in questo luogo tecnologico e futuristico nominato Dreambox, ovvero Scatola dei Sogni. Quindi si parla anche di sogni non realizzati. Poi c’è chi è più fortunato, tipo noi che facciamo questo lavoro meraviglioso e che siamo riusciti a realizzare dei sogni anche difficili, ma i protagonisti de “IL Regalo Perfetto”, lui un medico, lei una musicista, sono due persone che hanno rinunciato a qualcosa per il loro rapporto.

C’è molta tecnologia in questo spettacolo, tu che rapporto hai con i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione in questa era iper tecnologica?

Secondo me la tecnologia è molto utile per tante cose. Innanzitutto accorcia le distanze. I social, per esempio, ti danno la possibilità di rimanere in contatto con persone lontane con cui altrimenti sarebbe complicato sentirsi. Vedo ad esempio i miei genitori che, usando Facebook, riescono a tenere contatti con vecchi amici e questa è una cosa molto bella.  La tecnologia poi, non è solo l’intelligenza artificiale che rischia di renderci tutti meno umani e che andrà regolata, ma è anche ciò che sta alla base di  tanti progressi della scienza e della medicina.

L’altro tema dello spettacolo “Il regalo perfetto” in scena al Teatro Golden di Roma è quello dei sogni, che rapporto hai con questi? Quali sono i tuoi sogni oggi?

Per quanto riguarda l’attività onirica vera e propria, io non ricordo i sogni, in generale. Posso dire che a volte nel dormiveglia mi capita di avere la sensazione di avere idee veramente geniali, di quelle che potrebbero rivoluzionare il mondo dello spettacolo, ma poi, dopo che mi sveglio, puntualmente, non me le ricordo più, purtroppo! Per quanto riguarda i sogni intesi come aspirazioni e desideri posso dire di essere una donna che ha realizzato molti sogni, ma di certo ultimamente ho capito che, crescendo, i desideri si allargano, sono sempre meno personali e sempre più collettivi. Se a 50 anni dici che sogni “la pace nel mondo”, è perché probabilmente la desideri davvero. Io sento questo allargamento dei miei desideri, mi sento più responsabile verso le nuove generazioni che sono giustamente più esigenti su tanti temi, dall’ambiente, ai diritti, alla parità di genere.

Ecco, su quest’ultimo tema tu sei da molto tempo in prima fila, cosa ne pensi del fatto che finalmente si affronta nel dibattito pubblico, in modo massiccio, la questione della parità di genere?

Era inevitabile che prima o poi succedesse. E bisogna continuare a spingere ed evidenziare in ogni momento, in ogni modo, che questa differenza di trattamento esiste. Il primo corto che ho girato da regista si intitola“Dietro un grande uomo”, è del 2016 ed è disponibile su Rai Play,  con Luca Argentero. E’ la storia di un imprenditore che è collegato con l’auricolare alla segretaria che gli dà suggerimenti su cosa dire e fare durante le riunioni d’affari. Alla fine si scopre che lei è la vera manager e lui è solo un attore ingaggiato dalla donna per avere più credibilità in un contesto professionale di altissimo livello.  Sono cose che sono successe anche a me personalmente. Ricordo una riunione anni fa con un produttore, c’ero io e il mio co-sceneggiatore, che mi accompagnava, ma il lavoro era principalmente il mio. Ebbene, questo produttore parlò tutto il tempo con il  mio sceneggiatore semplicemente perché era un uomo. Siamo intrisi di patriarcato, tutti: ci siamo caduti dentro come Obelix da piccolo è caduto nella pozione magica. Diamo per scontati ancora oggi atteggiamenti, differenze, parole, azioni, che scontati non sono e non dobbiamo continuare a considerarli tali.

Tre motivi per cui il pubblico dovrebbe venire a vedere lo spettacolo Il Regalo Perfetto con Michela Andreozzi e Simone Montedoro al Teatro Golden dal 7 al 17 dicembre?

Innanzitutto perché è uno spettacolo davvero nuovo: unisce il tema eterno dell’amore a quello contemporaneo della tecnologia. Poi perché credo che un ruolo così intenso mi sa che a teatro io non l’ho fatto mai. Terzo motivo per la coppia di protagonisti: io e Simone Montedoro siamo fortissimi insieme, ci conosciamo da trent’anni ma è la prima volta che recitiamo insieme, e penso che ci siamo trovati veramente bene a condividere il palco e chi verrà a vederci se ne renderà sicuramente conto.

Per saperne di più dello spettacolo di cui abbiamo parlato con la protagonista Michela Andreozzi, costi, orari, biglietti, approfondimenti, trovate tutto sul sito del Teatro Golden, a questo link: https://www.teatrogolden.it/il-regalo-perfetto-2/

RispondiAnnulla risposta