Tutto pronto per Circo Max, il grande concerto di Max Pezzali a Roma al Circo Massimo, che sarà una maratona di musica e divertimento con tanti ospiti. Una vera festa a sigillare un’estate di grande musica a Roma, città in cui il fondatore degli 883 ha vissuto diversi anni.

Arrivato in Campidoglio a bordo della sua moto per presentare l’evento del 2 settembre, Max Pezzali inevitabilmente racconta anche il suo rapporto con la Città Eterna. “Manco da Roma da un po’ e sono voluto venire in moto questa mattina, perché secondo me ci sono viaggi che chiamano la motocicletta. Il viaggio da Pavia a qui è un viaggio di vita per me” esordisce il cantante appena arrivato in aula Giulio Cesare.

Max Pezzali, “Concerto a Roma al Circo Massimo è una grande emozione”

Racconta Max Pezzali: “Roma l’ho sempre vissuta sulle due ruote, sin dai primi tempi in cui vivevo qui.  Non avevo amici, non conoscevo nessuno, ma tra motociclisti è molto più facile inserirsi. Anche se devo dire che ho trovato subito una grande facilità nel contatto umano perché a Roma si fa presto a fare conoscenze anche grazie al gusto della battuta, e da una battuta che è sempre immancabile, poi si inizia a parlare. In questa città è come se esistesse una perenne voce fuori campo, quando fai una cosa, arriva da qualche parte una battuta, come nei film di Verdone”.

Il cantante racconta anche di essere cresciuto molto nei suoi anni romani e di aver avuto addirittura un’importante ‘rivelazione’. “Per me, in alcuni momenti di scoraggiamento, Roma è stata una terapia. Arrivare in cima al Gianicolo o allo Zodiaco e guardare l’enormità della città che si estende sotto, mi rendeva chiaro come non avrebbero mai potuto fare le parole, che non siamo mai soli, ma anche che ci sono cose che bisogna accettare così come vanno. Roma mi ha insegnato lo stic**zismo, una cosa molto sana. A Milano sembra sempre che se non fai le cose immediatamente e perfettamente crollerà tutto, che il futuro dell’umanità dipenda dall’efficienza e dalla velocità con cui risponderai a una mail. A Roma sono arrivato alla consapevolezza che ci sono cose che non si possono risolvere, cose molto più grandi di te, su cui tu non hai il controllo e che quindi è sano in certe situazioni arrivare a dire ‘stic**zi’, nel senso che devi lasciare correre le cose, perchè quello che ti circonda è molto più grande di te. Insomma, qui capisci che la vita ha anche degli aspetti non risolvibili, a Milano devi pagare per anni uno psicoterapeuta per arrivarci”.

E quello che piace di più a Max Pezzali di Roma è: “Racchiude la metropoli, la megalopoli, ma c’è anche tanto la vita quartiere, e secondo me c’è un po’ di provincia in ogni quartiere, quel tipo di rapporti umani che ti fanno sempre sentire in una comunità”.

Le emozioni di Max Pezzali in vista del concerto del Circo Massimo sono tante, dice infatti il cantante: “Posso dire di aver realizzato un mio sogno l’anno scorso a San Siro, ma l’altro sogno che rimaneva era questo: il Circo Massimo, uno dei luoghi più importanti del mondo, ovviamente non solo dal punto di vista degli eventi live, e non ha rivali con altri luoghi come simbologia, come importanza, come valore storico. Per me rappresenta un’emozione pazzesca in cui c’è anche la grande gioia di poter condividere questa esperienza con tanti amici”.

Come si spiega il successo della sua musica anche nelle generazioni più giovani? “Il fatto che andiamo a fare il tour vediamo persone che nemmeno erano nate in quegli anni, fa capire che c’è una specie di bella nostalgia diffusa per gli anni ’90, anni più semplici e anche di musica forse più ingenua. Però questa semplicità viene ancora apprezzata, anche dai più giovani che la conoscono ora. Io spero di rappresentare soprattutto il modello di una persona normale a cui si guarda e si dice: ‘se ce l’ha fatta lui ce la posso fare pure io’”

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