max papeschi

Apre oggi la mostra di Max Papeschi al WeGil. L’artista, noto per la sua vena corrosiva presenta una serie di opere che irridono e mettono a nudo i miti dell’autoritarismo

HIC SUNT LEONES, è il nuovo progetto multimediale di Max Papeschi, in programma dal 22 luglioal 30 agosto 2020 al WeGil.

La mostra è un’installazione multimediale site-specific attraverso cui l’artista, famoso per lo spietato sarcasmo delle sue opere, mette in scena la propria personale parodia dei regimi autoritari.

L’esposizione raccoglie un video d’artecinque stampe realizzate con il collage digitale e due cut-out figures, ultima frontiera installativa di Max Papeschi. Attraverso accostamenti dissonanti, l’artista demolisce completamente il mito autoritario fascista, svelando la banalità del male insito in esso. Con le sue opere, sovverte la semiotica e invita il visitatore a ridere dei “leones” e in generale delle proprie paure. Lo scherno è l’arma più efficace per superare i propri timori e avviarsi verso la ripresa

A completare il percorso espositivo, una selezione di sessanta opere tra le più celebri della produzione papeschiana.

In mostra:  NaziSexyMouse a Just MarriedLa Sociétè du Spectacle e From Hiroshima with Love. Presenti anche lavori più recenti:The Leader is Present The Golden Cage e il video  It’s All DEVO, creato per Gerald Casale dei DEVO.

L’arte dissacrante di Max Papeschi

Nell’arte di Max Papeschi, attraverso l’accostamento di immagini patinate e simboli del male, emergono le conseguenze storiche e culturali più estreme provocate dai regimi totalitari.

L’artista opera una crasi tra immagini iconiche da cui scaturiscono figure ibride mostruose attraverso cui ritrarre tutti gli orrori di una società schiava dei consumi. Max Papeschi si serve della digital-art per permettere al pubblico di immergersi in scenari allegorici apparentemente innocui, popolati da figure che rimandano al mondo dell’infanzia, ma che nascondono in realtà nuovi messaggi subliminali.

Così Topo Gigio, è in tenuta marziale, Mickey Mouse indossa la divisa nazista ed Hello Kitty è sotto arresto. Per From Hiroshima with Love e La Société du Spectacle Papeschi s’ispira alla letteratura di George Orwell, per la prima, che affronta la tematica del controllo della storia, e di Guy Debord, per la seconda, in cui l’artista si occupa della distorsione della percezione generata dalla televisione.

L’arte di Max Papeschi è ironica e dissacrante. Attraverso i simboli della cultura pop, imbastisce un’efficace “comunicazione visuale”. La provocazione non si compie attraverso la singola opera ma in una serie di opere che vanno così a raccontare una storia. Una storia fatta di nuovi simboli che trascendono la semplice rielaborazione creativa per parlare di tragedie epocali, grandi dittatori, follie collettive, drammi insanabili e delle derive del capitalismo.

WEGIL

Trastevere – Largo Ascianghi, 5, Roma

22 luglio – 30 agosto 2020
tutti i giorni ore 10 – 19Chiusura 15 agosto 2020 
BigliettoIntero 6 euro; ridotto 3 euro

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