Max Giusti, Bollicine nuovo spettacolo a teatro

Torna in scena con un one man show, dopo cinque anni di lavoro sul testo, Max Giusti, che per il suo Bollicine, sceglie di esordire sul palco, prestigioso e famigliare, del Teatro Sistina di Roma. Lo stesso palco che lo ha visto indossare per molto tempo i panni del beffardo Marchese del Grillo, una maschera immortale, di romanità, ma soprattutto di ironia e di ribellione alle convenzioni, che ha avuto una sua parte nel processo creativo di Bollicine, scritto da Giusti a quattro mani con Giuliano Rinaldi.

Racconta lo stesso attore romano che, calarsi per tanto tempo nei panni del sor Marchese, gli ha regalato una consapevolezza in più sulla sua voglia di dire pane al pane, consapevolezza che si è trasformata in un flusso di riflessioni e osservazioni graffianti sulla società di oggi e su tanti temi che segnano la contemporaneità, con un preciso obiettivo però: a 55 anni, Max Giusti mette al bando l’operazione nostalgia e proprio per questo riesce a barcamenarsi in equilibrio tra ieri e oggi, analizzando le differenze con arguzia ed ironia, ma senza troppi rimpianti.

Max Giusti, Bollicine: quasi due ore di risate, argute riflessioni e gran divertimento

Tra il racconto dei “no che aiutano a crescere”, come quello dell’incombente Patrizia, prima ragazzina che si negò alla corte del giovane Max, perennemente bullizzato perchè sovrappeso, gli episodi esilaranti di ordinaria quotidianità della periferia di Roma ovest (sì, non solo nord, sud ed est: esiste anche il far west capitolino in quel di PisAngeles!), le riflessioni sulla fama, sui sogni, sull’invidia sociale, sulla genitorialità, sul body shaming, sul patriarcato e sulla trap.

Si passa dall’adolescenza di ieri, in cui i figli dovevano sbrigarsela da soli con i loro problemi, bullismo compreso, a quella di oggi con i figli spesso iper protetti, dagli uomini di ieri che non erano in grado di cucinare nemmeno un uomo, a quelli di oggi, che per conquistare una donna devono imparare, dalla fatica per realizzare i propri sogni e diventare una star tv e arrivarci in un momento in cui, nessuno ammette più di guardarla la tv, preferendo le più cool piattaforme di streaming, dall’esilarante traduzione dell’immaginario trapper, al ricordo dei brani monotematici del passato che sempre e solo di amore parlavano, dalla riscossa delle donne in età all’appello alla gentilezza reciproca fino ad alcuni (incomprensibili) ossessioni contemporanee, come le sigarette elettroniche e le serie distopiche,  lo spettatore è portato da Giusti a fare un viaggio scanzonato e irriverente nella realtà che lo circonda in quasi due ore di brillante intrattenimento.

Non mancano in questo ricco spettacolo nemmeno le imitazioni che tanto hanno reso popolare Max Giusti, né momenti musicali, questi sì, un po’ improntati alla nostalgia, ma capaci di coinvolgere ancora di più il pubblico in sala che, a fine spettacolo, si diverte a cantare, applaudire e ringraziare il mattatore sul palco per una serata di grandi risate e argute riflessioni.

Bollicine, di e con Max Giusti, rimarrà in scena al Teatro Sistina fino a domenica 21 aprile: informazioni, orari e biglietti, qui:https://ilsistina.it/max-giusti-bollicine/

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