Massimo Troisi
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Massimo Troisi il prossimo anno, nel 2023, avrebbe compiuto la bella età di 70 anni. Purtroppo l’attore partenopeo se ne è andato molto prima, ad appena 41 anni, nel giugno del 1994, ma negli anni in cui ha messo a disposizione del pubblico il suo talento e la sua arte è riuscito a conquistare i cuori di molti, e a ritagliarsi uno spazio nella storia del cinema e dello spettacolo italiano.

Ecco perchè, l’anniversario del prossimo anno, non passerà sotto silenzio e anzi, le celebrazioni e gli omaggi iniziano sin da ora.

Ad ‘aprire le danze’ sarà il film Il Mio Amico Massimo, diretto da Alessandro Bencivegna, e che uscirà nei cinema dal 15 dicembre distribuito da Lucky Red.

Massimo Troisi raccontato dagli amici

Con le voci narranti dei colleghi e amici Lello Arena e Cloris Brosca, il film dedicato al ricordo di Massimo Troisi ha coinvolto tanti amici, colleghi e parenti dell’artista napoletano, tutti ben felici di lasciare una testimonianza su questo personaggio ancora così amato.

La figura di Massimo Troisi viene raccontata nel film “Il mio amico Massimo” attraverso la riproposizione di esibizioni cabarettistiche, teatrali e televisive, backstage e foto d’epoca.

Ma, come indica il titolo, si coinvolgno soprattutto gli amici di Massimo Troisi con interviste inedite a personaggi come Carlo Verdone, Nino Frassica, Clarissa Burt, Maria Grazia Cucinotta, Ficarra e Picone e testimonianze di repertorio di Pippo Baudo e Renzo Arbore.

Da segnalare anche la partecipazione speciale,di Gerardo Ferrara, la controfigura di Troisi nel celeberrimo “Il postino”.

Un artista moderno

Massimo Troisi è stato un artista originale, capace di proporre una nuova strada alla comicità napoletana e italiana, superando i clichè e disegnando personaggi maschili molto in linea con i mutamenti vissuti dalla sua generazione.

Nato a San Giorgio a Cremano, alle pendici del Vesuvio, figlio di un ferroviere, si è portato le sue radici fino all’apice del successo, non avendo paura di usare il proprio dialetto che ai non partenopei appariva piuttosto stretto eppure comprensibile grazie alla generale espressività di Troisi e a storie universali, sopratutto quelle della sua produzione cinematografica. che parlavano sopratutto di emozioni e relazioni esplorate attraverso la lente dell’ironia e dell’autoironia.

L’usicta dee Il Mio Amico Massimo sarà una bella occasione quindi, per rivedere spezzoni di spettacoli e film ormai entrati nel nostro immaginario collettivo, ma anche per conoscere qualcosa di più intimo dell’artista dietro le quinte, grazie alle parole di chi ha potuto viverlo e frequentarlo.

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