endometriosi

Marzo 2021 è sil mese dedicato alla consapevolezza sull’ endometriosi, una malattia cronica silenziosa e dolorosa che colpisce, solo in Italia, tre milioni di donne.

Ma quante di noi sanno qualcosa dell’endometriosi?

Poche, se è vero che molte donne che ne sono affette, spesso, vanno incontro a lunghi calvari, prima della diagnosi corretta.

Questo perché riconoscere una patolgia ‘nascosta’ come l’endometriosi non è facile. L’esperienza diretta di molte donne di che anche molti, troppi ginecologi risultano ancora impreparati sull’argomento.

I sintomi dell’endometriosi

I malesseri associati a questa patologia vengono spesso confusi con altro. E invece, la prima cosa da fare è, come sempre, fare attenzione ai segnali che il nostro corpo ci manda.

La prima cosa da sapere è che, sebbene spesso ancora oggi si tramandi il contrario, avere dolori mestruali molto forti, non è normale.

Il primo sintomo dell’endometriosi infatti sono fortissimi dolori durante il ciclo. Dolori che vengono spesso derubricati a disagi ‘fisiologici’, e che non fanno che peggiorare di mese in mese.

Le donne che soffrono di endometriosi raccontano la loro difficoltà a farsi ascoltare, o addirittura a farsi credere nel momento in cui si rivolgono ai medici.

Difficoltà che acuiscono il disagio e che le portano spesso a cercare di sopportare i dolori con l’aiuto di farmaci. Non certo la strada migliore per riuscire a risolvere tempestivamente il problema anzi, spesso la diretta conseguenza di questi comportamenti è un aggravamento della situazione.

§Molte donne affette da endometriosi testimoniano anche di un disagio psicologico che va di pari passo con il dolore fisico. Il disagio di chi non viene ascoltata o viene trattata da ‘malata immaginaria’.

Che cos’è l’endometriosi?

Ma che cosa è esattamente l’endometriosi?

A ogni cliclo, l’ endometrio, mucosa che riveste la cavità uterina, si sfalda per poi essere espulsa con le mestruazioni. In alcuni casi però, parti della mucosa non vengono espulse, quindi rimangono nell’organismo, ma all’esterno dell’utero. dalle tube all’addome, al peritoneo fino (raramente) al fegato, ai polmoni e ai reni.

E’ questo processo che provoca l’endometriosi e può interessare la donna già alla prima mestruazione.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva. La patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse.

Una malattia invalidante

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci.

Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi.

L’endometriosi inoltre, è causa di sub-fertilità o infertilità (30-40% dei casi). Anche se, recenti studi hanno dimostrato che, presa in tempo, i rischi di ifertilità diminuiscono molto.

L’impatto della malattia sulla qualità della vita di chi ne è affetta, è alto. Una limitata consapevolezza della patologia è causa del grave ritardo diagnostico, valutato intorno ai sette anni.

Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

Per questo bisogna parlare di endometriosi, perché il silenzio che avvolge ancora questa malattia delle donne non continui.

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e i dolori durante i rapporti non sono normali, e che non devono essere taciuti mè sottovalutati.

I medici di medicina generale e i ginecologi sono le figure strategiche per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado”).

Il Sistema Sanitario Nazionale riconosce a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo.


Tutte le informazioni le potete trovare qui.

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