Marilyn Monroe
Marilyn Monroe di Inge Morath

Marilyn Monroe nacque il 1 giugno 1926 a Los Angeles, e la sua fu una vita breve e straordinaria

La più diva di tutte le dive, icona di femminilità, fragile e determinata, ambiziosa e ingenua: Marilyn Monroe fu, secondo i suoi biografi, tutto e il contrario di tutto, con un’esistenza tormentata e breve, come si conviene ad un’eroina sfortunata e immortale.

Fu una vita da film quella di Marilyn Monroe, nata Norma Jean Baker a Los Angeles il 1 giugno 1926 6. Passata un’infanzia difficilissima tra orfanotrofi e case famiglia, Norma Jeane si sposò giovanissima con un tae Jim Dougherty, nel 1942. Prima di lanciarsi all’inseguimento del sogno del cinema, lavorò come operaia, come addetta alla verniciatura in una fabbrica di munizioni, fino a quando venne scoperta dal fotografo David Conover, nel 1945.

“Emana qualcosa di fresco e vivace, ed è come se flirtasse con l’obiettivo” disse di lei il fotografo. Iniziò così la sua strada la futura Marilyn Monroe, come modella, per la rivista “Yank”,  divorziando contemporaneamente dal primo marito.

Nel 1952 apparve per la prima volta sulla copertina del settimanale “Life” e ottenne il primo contratto cinematografico nel ’46, ma la consacrazione arrivò nel ‘53 con “Niagara”, il film in cui interpretava una femme fatale che trama per uccidere il marito. Sempre il 1953 la vide protagonista del musical “Gli uomini preferiscono le bionde” a fianco di Jane Russell, in occasione del quale lasciarono le impronte sul marciapiede del Grauman’s Chinese Theatre di Los Angeles. Le due attrici divennero amiche e la Russell descriveva la Monroe come  una ragazza “molto timida, molto dolce e molto più intelligente di quanto la gente possa credere”.

Anche la commedia romantica “Come sposare un milionario” dello stesso anno, riscosse un notevole successo commerciale. Marylin ormai era una celebrità e il sogno proibito di molti: riceveva migliaia di lettere di ammiratori a settimana.

Nel 1954 si sposò per la seconda volta, e divenne moglie del  giocatore di baseball dei New York Yankees Joe Di Maggio, una vera divinità degli stadi, a cui si concesse dopo anni di corteggiamento. Intanto la sua carriera andava a gonfie vele: con la famosa scena della gonna sollevata in “Quando la moglie è in vacanza” di Billy Wilder, Marylin Monroe divenne icona del cinema ma, allo stesso tempo, decise di lasciare Hollywood, stanca di essere relegata nei ruoli di icona sexy.

Si trasferì a New York, e il  1956 sarà l’anno del matrimonio  con il drammaturgo Arthur Miller, con il quale visse una grande storia d’amore. Insieme, furono ricevuti dalla regina Elisabetta e Marylin indossò un abito che fece scandalo.

Nello stesso anno la sua immagine comparve come copertina del Timefotografata dal grande Richard Avendon, ma soprattutto ricevette la nomination al Golden Globe come miglior attrice  per “Fermata d’autobus”.  Il 13 maggio del 1957 l’attrice ritirò all’istituto di Cultura Italiana di New York, dalle mani di Anna Magnani, il David di Donatello come  migliore attrice straniera.

Marilyn era molto meno ingenua di quanto fosse il personaggio di svampita che spesso le appiopparono gli sceneggiatori di Hollywood, ed era anche portatrice di una sana ambizione, senza la quale non sarebbe mai riuscita a scappare da un destino che, all’inizio, sembra certamente segnato dalla miseria. L’anima manageriale della star Marylin venne fuori nel 1957 quando con l’amico e fotografo Milton Greene fondò una società di produzione, la Marylin Monroe Productions”.

Fu lei la prima attrice a firmare con la 20th Century fox un contratto che le consentì di approvare il direttore della fotografia ed il regista e di ricevere un cachet di 100.000 dollari a film. Unico film prodotto autonomamente fu  “Il principe e la ballerina” che le fece vincere il David di Donatello nel 1958. L’anno successivo riceverà il Golden Globe con “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder che la definirà “genio assoluto come attrice comica”.

Come si sa, furono importanti anche le sue frequentazioni con il Potere. Marylin Monroe fece parlar molto di sé quando, nel 1956, durante i festeggiamenti per il compleanno del presidente John Fitzgerald Kennedy, cantò davanti a circa 15.000 persone “Happy Birthday, Mr. President” fasciata in un abito color carne che lasciava poco spazio all’ immaginazione.

Tra i tanti amori della sua vita, figurarò infatti anche Frank Sinatra, mentre l’ombra dei fratelli Kennedy (di Bob in particolare) si è allungata spesso sulle ricostruzioni della prematura morte della giovane diva, un’overdose di barbiturici ufficialmente catalogata come ‘suicidio’.

Un epilogo tuttora avvolto dal mistero, che è il finale perfetto di quella vita da film: tragica, magnifica, piena e bruciata che ha portato via troppo presto dal mondo la donna e l’attrice, lasciando dietro di sè il mito e l’icona immortali Marilyn Monroe.

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