Home Cinema “MARIA PER ROMA”: INTERVISTA A KAREN DI PORTO

“MARIA PER ROMA”: INTERVISTA A KAREN DI PORTO

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Esce oggi nelle sale “Maria per Roma”. Il film, presentato all’ ultimo Festival del Cinema di Roma, racconta di una ragazza e del suo cane che affrontano in Vespa una giornata romana come tante, rincorrendo passato e futuro in un presente incerto e surreale.

Maria è una ragazza ostinata, con un grande sogno: diventare attrice. Ma la strada è lunga e irta di difficoltà e noi la seguiamo nella sua fatica, nelle sue battaglie, nelle sue sconfitte e nelle sue speranze, mentre si affanna a rincorrere il tempo in una città che è co-protagonista del racconto: bellissima, imponente ed esasperante nella sua immobilità millenaria, che fa sfondo alle disperate corse di Maria.

L’ autrice e protagonista del film Karen Di Porto, ha tratto ampio spunto dalla sua vita per raccontare le peripezie del suo personaggio “Ho lavorato anch’ io come Maria, facendo la keyholder, mentre inseguivo il sogno del cinema. Era un lavoro molto particolare, tenevo le chiavi delle case affittate ai turisti, correvo da una parte all’ altra della città tutto il giorno. Un lavoro per mantenermi, mentre cercavo di realizzare quello che veramente volevo. Mi sono resa conto che raccontare una delle mie giornate poteva essere la più chiara metafora per spiegare quanto è faticoso avere delle aspirazioni. Quanto ci si deve sacrificare, mentre si insegue un sogno. E’ nato così questo film”

Come lo definiresti?

“E’ uno spaccato sulla realtà dei giovani artisti, ambiziosi o sognatori, che accettano lavoretti che si illudono possano essere temporanei, di ripiego, in attesa della grande occasione e poi ne vengono fagocitati. Pensate a quanti attori ci sono a Roma: quanti di loro riescono a vivere facendo il loro mestiere? Sono camerieri, baby sitter, figuranti, o come me, key holder…Avevo voglia di raccontare questo, ma anche di raccontare uno spaccato della città, il centro storico, di cui abbiamo un’ immagine solo ‘da cartolina’. Nel mio film si vede come, nel ventre della Roma monumentale, ogni giorno si incrociano vite, destini. Ci sono i turisti, queste orde di persone che invadono la nostra città, che incontriamo tutti i giorni ma di cui noi romani non sappiamo niente, sono come alieni e invece anche loro si portano appresso delle storie. Ci siamo poi noi, i romani che riscono a vivere sfruttando la bellezza della città: i tantissimi operatori del turismo, chi accompagna, i negozi, chi affitta alloggi. E’ come se fosse l’ ultima risorsa: siamo a Roma, cerchiamo in qualche modo di sfruttare gli ultimi bagliori della grande bellezza. E poi, ovviamente, volevo raccontare di tutto il mondo che ruota attorno alla politica e all’ arte, al cinema, che vive e anima il centro storico ogni giorno. E’ qui che deve cercare di inserirsi chi ha l’ ambizione di fare questo mestiere: cercando di incontrare la ‘gente giusta’ ai tavolini di un bar o di una trattoria, di infilarsi alla festa giusta. Per poi scoprire magari, che si è arrivati a un millimetro da un sogno che poi sfuma in illusione.”

La Roma di questo film è una città che illude chi insegue i sogni?

“Roma in questo film è cornice e personaggio insieme. Sta là, che ci guarda. Ho scelto di tenere la regia volutamente leggera, per fare uscire il contrasto tra il mio personaggio che corre corre, e la città che sta lì immobile da tremila anni, a guardare le vicissitudini dei suoi abitanti. Questa è una città ambivalente, però ha una sua grande attrattiva. Quando vedo tanti ragazzi che arrivano qui da ogni parte d’ Italia per realizzare i loro sogni, da una parte penso ‘poverini’ perché so che saranno inghiottiti da un turbine, un mare di occasioni che in realtà si rivelano presto illusioni. Non so se augurerei questo a una mia sorella più piccola, per esempio. Ma è pure vero che anche questa è vita, esperienza, e a Roma, può succedere veramente di tutto. A Roma ti puoi scontrare con la decadenza e subito dopo farti una risata.”

Ma tutta la fatica che fa Maria, nella sua folle giornata in giro per Roma, alla fine ha senso?

“Ecco, penso che il messaggio vero del film sia proprio questo: provi e riprovi a fare una cosa, e alla fine, anche se non riesci, non è detto che non sia valsa la pena comunque provarci.”

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