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Margaret Fuller, l’americana sulle barricate della Repubblica Romana

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margaret fuller

Per la serie Le Antenate: Margaret Fuller, la giornalista americana che raccontò e partecipò alla battaglia per la Repubblica Romana

“Vi scrivo da una Roma barricata…” inizia così il vibrante reportage che Margareth Fuller invia, dal campo dibattaglia della Repubblica Romana, al suo giornale, il New York Daily Tribune.

La giornalista americana non è solo la testimone più prolifica dei giorni dei combattimenti tra patrioti e francesi nella capitale, ma anche una donna che, dopo aver girato il mondo, ha incontrato a Roma il suo destino e, per Roma, non si è limitata a scrivere e testimoniare la battaglia, ma è scesa in campo, supportando concretamente la causa di una Roma libera e laica.

Ma chi era Margaret Fuller, poi Ossoli?

Margaret era una donna speciale, per la sua epoca, coltissima, già da giovane si era fatta conoscere in patria negli Stati Uniti, per i suoi scritti, sopratutto per il suo libro “La donna nel diciannovesimo secolo”, un best seller che rivendicava un nuovo ruolo della donna nella società americana.

Margaret Fuller metteva in pratica in prima persona le sue teorie sull’emancipazione femminile e fu la prima giornalista corrispondente dall’estero del suo paese.

Venne spedita dal suo giornale, il New York Daily Tribune in Europa, a raccontare il fervore risorgimentale che faceva ribollire l’intero continente.

Girò diversi paesi incontrando le personalità più illustri della sua epoca: scrittori, artisti, politici. Divenne buona amica di Mazzini innamorandosi delle sue teorie politiche e alla fine, arrivò a Roma, dove governava Pio IX e dove, da lì a poco, sarebbe divampato il fuoco della rivolta.

Qui Margaret Fuller incontrò il suo destino di intellettuale, di donna, di attivista.

A Roma incontrò un amore che fu da subito contro tutti, quello con Angelo Ossoli, cattolico, quasi dieci anni meno di lei, nobile e squattrinato.

Un amore complicato, sia per lei che per lui, divenuto ancor più difficile con una gravidanza in aspettata. Per mettere al mondo il suo bambino, Margaret, tra mille dubbi e rimpianti è costretta ad abbandonare Roma. Angelino verrà al mondo a Rieti, e lei, con il cuore dolente, lo lascerà quasi subito a balia per tornare là dove, nel frattempo era esplosa una battaglia che era anche sua. Una battaglia che doveva raccontare ma anche, a suo modo, fare.

Margaret Fuller è la giornalista che racconta al mondo la difesa strenua della Repubblica Romana contro i bombardamenti francesi, ma anche la donna che si rimbocca le maniche e prende la direzione del Fatebenefratelli per curare i feriti della battaglia in quel sistema efficiente e coraggioso che la principessa Cristina di Belgioioso aveva organizzato affidandolo a donne ocraggiose che gestivano gli ospedali della città.

La caduta, inevitabile, della repubblica romana, significava solo rimandare l’inevitabile. Ma la reazione dei papalini fu implacabile e Margaret e Angelo Ossoli, con il piccolo Angelino furono costretti a riparare a Firenze. Ma la scrittrice non dimenticò mai i suoi giorni romani. La coppia decise di tornare in America ma la nave che li stava portando a New York affondò nella baia, a pochi km dal porto. Tutta la famiglia irmase vittima del naufragio, e anche il baule di documenti e appunti che Margareth si riportava dall’Italia per realizzare il suo progetto: scrivere un libro sull’esaltante avventura della Repubblica Romana.

Il progetto rimase sul fondo del mare, ma i giorni di Margaret Fuller a Roma, e il suo generoso contributo alla battaglia della città, sono testimoniati da una targa in piazza Barberini all’angolo con via Sistina.

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