Non so voi, ma io sono in una fase della mia vita in cui mando messaggi carini ad un uomo e vengo simpaticamente rifiutata. Con eleganza eh.

Conosco un ragazzo un paio di anni fa. Lui è fidanzato. Io felicemente single (non so perché sottolineo l’ovvio, ossia di essere single… per fortuna felice lo sono sempre!).

Gli batto i pezzi per un po’, ma essendo lui ermeticamente fidanzato getto la spugna quasi subito.

Passano gli anni e, una sera, lo ritrovo al supermercato. La Finta Diva che è in me pensa subito ad alimentare il suo super ego: “Daje Fi, questo ha saputo che vivevi qua, non sapeva come rintracciarti e niente… è venuto al supermercato! Un grande classico del corteggiamento dei nostri tempi”.

Tempo di sviluppare questo stupido pensiero che i nostri sguardi si incrociano, lui stenta a riconoscermi e io sorridendo gli dico: “Mi sa che noi ci conosciamo!”.

Mentre lui mi guarda e cerca di ricordare dove ci siamo già visti, io vivo il mio solito sliding doors:

“Quando è iniziata la vostra storia d’amore Fi?”

“Ci siamo sempre piaciuti, fin dai tempi dell’università. Ma lui era fidanzato. Poi una sera ci siamo ritrovati al supermercato, nel reparto ortofrutta, fra i bouquet di carciofi, e li c’è stato il ritorno di fiamma. Da quel momento non ci siamo più lasciati”.

Ma, siccome in questo blog le gioie non sono contemplate, vi dico subito che il sogno si infrange presto.

Usciamo insieme dal supermercato, un po’ impacciati. Non ci vediamo da un po’ e stiamo li con le buste della spesa. Ma, nonostante la nuvoletta fantozziana a forma di mai ‘na gioia, aleggi sempre su di me, sento forte l’esigenza che abbiamo di aggiornarci. Passiamo, infatti, un’oretta come due idioti a vagare senza meta per il quartiere, sempre con le buste della spesa in mano, per poi scoprire che lui ha il motorino davanti al supermercato e io abito proprio li dietro.

Durante il nostro momentaneo rincoglionimento, scopro che è tornato single, ha cambiato casa, lavoro ecc ecc.

Quartiere nuovo. Ragazzo single. Mi propongo di fargli da guida. Sorridiamo fiduciosi e ci scambiamo i numeri di telefono. Alla promessa di un “Ci vediamo presto” seguono interminabili giorni di ansie e preoccupazioni.

Non scrive.

Non scrive.

Non scrive.

La verità purtroppo è una e una soltanto: se un uomo simpaticamente vi da una o più buche, o semplicemente smette di chiamarvi, cercarvi, (non mette più like su Facebook!), non vi risponde al telefono (NdA. questa è una cosa che a Finta Diva urta proprio il sistema nervoso! Almeno abbiate la decenza di richiamare.), bhe, lo dicono gli antichi, non gli piacciamo abbastanza.

Inutile tormentarsi con le già note domande senza risposta: “Chi fermerà la musica?”; “Cosa resterà degli anni ‘80”; “Che fretta c’era maledetta primavera?”; “Che rumore fa la felicità?”; “Come può uno scoglio arginare il mare?”; “A che ora è la fine del mondo?” ecc…

Niente da fare amiche, “Risposta non c’è, oppure chissà, caduta nel vento sarà!” (per restare fra il sacro e il profano musicale!),  però, come dice una delle mie più sagge e fidate amiche/consigliere, se lui smette di chiamarvi, cercarvi, messaggiarvi ecc ecc noi… ce ne faremo una ragione.

Quindi in quell’occasione lascio perdere. Non scrive. Non mi chiede di uscire. Eh vabbè, ce ne faremo una ragione.

Succede sempre però che, quando ci si lascia un caso umano alle spalle (e i casi umani single da poco, sono una categoria da non sottovalutare), questo torni prepotentemente a farti visita.

Un paio di sere fa, uscendo dalla redazione, mi dirigo verso casa.

“Fi, il cibo è l’unica gioia di questo periodo. Che ci ceniamo?”

Mentre entro al supermercato, incrocio lui che sta uscendo!

“Dai Fi, è un segno!”

Ci salutiamo, giusto due convenevoli, del resto lui era al telefono, io ero affamata e il supermercato stava per chiudere.

Dopo poco, mentre ceno con la mia triste insalata (alla faccia delle gioie culinarie), gli mando un messaggio su whatsapp in cui gli chiedo di vederci in settimana con calma per un aperitivo.

Mo’ voglio di’, non è che gli ho chiesto di sposarci, riprodurci ed invecchiare insieme.

Minuti interminabili. Insalata indigesta. Chiusura dello stomaco. Arsura. Ansia. Ansia. Ansia.

Non risponde.

Non risponde.

Non risponde.

Sei recidiva Fi? Si. Lo faccio perché almeno nessuno potrà mai dire: Finta non si impegna a tenere viva la sua vita privata e ovviamente il blog.

Io veramente ci provo ad accaparrarmi una gioia, ma sappiamo bene che dietro la speranza di una gioia si nasconde un grosso mai ‘na gioia.

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