maestri di sci

I maestri di sci sono in rivolta. Per lo stop arrivato ieri in tarda serata alle attività. Lavoratori che sono fermi da un anno lamentano la tempistica infelice della comunicazione, oltre ovviamente al fatto più concreto di essere di nuovo nell’impossibilità di riprendere le propre attività.

Il Comunicato del Ministero della Sanità nel quale è arrivato infatti a poche ore dall’apertura prevista degli impianti di risalita. Prevista nelle Regioni nella cosiddetta “zona gialla” da oggi, 15 febbraio. La comunicazione chiariva che rimane ancora vietata l’attività agli sciatori amatoriali.

La notizia in sè e la tempistica, sono state accolte dai maestri di sci con sconcerto.

“Centinaia di Professionisti della neve legati alla Scuola Italiana Sci si sono attrezzati e organizzati con il massimo rigore e pronti ad attenersi scrupolo ai Protocolli e Vademecum previsti.” Dicono in una nota.

” Hanno investito risorse in una stagione già di per sé drammatica per il comparto, per essere comunque in pista alla riapertura prevista del 15 febbraio. E, ora, ricevendo questa ennesima battuta d’arresto non ci sono parole per esprimere sgomento, delusione e preoccupazione del mondo dei maestri di sci”.

Il Presidente AMSI Nazionale Maurizio Bonelli dice.

“La decisione del Ministro delle salute per tempistica e modalità ci lascia esterrefatti! AMSI, l’Associazione Maestri Sci Italiani, si unisce al Collegio Maestri di Sci Italiani nel denunciare la completa mancanza di rispetto delle Istituzioni verso la nostra categoria e il mondo della montagna in generale.

La modalità e la tempistica di questo nuovo e ulteriore stop alla ripartenza dell’attività dei maestri di sci è un evidente segno di scarsissima attenzione verso 15.000 famiglie che vivono di questa attività e che sono ferme dal 10 marzo del 2020. Come non mai, in questo momento ci sentiamo umiliati nella nostra dignità di persone e di lavoratori professionali.

Ci sentiamo e siamo presi in giro! Ora ci aspettiamo il giusto e doveroso ristoro dallo Stato. Gli oltre 15.000 maestri di sci italiani, dopo tutto questo ‘tira-molla’, rimarranno fermi senza lavoro per quasi 21 mesi, da marzo 2020 a dicembre 2021. Se si potrà riprendere nel dicembre prossimo”.

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