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I LUPI SONO TORNATI A ROMA

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E dopo le lucciole sono tornati anche i lupi a Roma? Pare proprio di sì, e la notizia, che ha quasi dell’ incredibile, rimbalza addirittura oltremanica.

E’ il Telegraph, quotidiano britannico, a riportare l’importante successo degli zoologi che si sono dedicati al progetto “Lupo a Castel di Guido”. Seguito anche dal conterraneo Daily Mail

Per la prima volta da oltre un secolo infatti, sono stati scoperti cuccioli di lupo nati alle porte di Roma, nella riserva naturale sull’ Aurelia.

Nel riportare la notizia, The Telegraph, oltre a ricordare il mito della fondazione di Roma, che ha dato vita alla celebre immagine ancora oggi simbolo della capitale , riferisce le dichiarazioni di Alessia De Lorenzis, responsabile dell’Oasi Lipu Castel di Guido. Fototrappole e analisi degli escrementi raccolti nell’area risalgono al 2013, quando fu scoperto un primo esemplare, chiamato Romolo. L’anno successivo è stata la volta di Numa, secondo esemplare per cui è stato scelto il nome di quello che, secondo la leggenda, fu il secondo re di Roma, ma solo nel 2016 è stata registrata la presenza di una femmina, Aurelia.

Infine, la scoperta più clamorosa: i cuccioli!

Secondo Alessia de Lorenzis, i lupi sono tornati a popolare il territorio intorno Roma partendo da un’area nelle vicinanze del lago di Bracciano o nei pressi di Tolfa e percorrendo corridoi ecologici. E ora, le ultime rilevazioni delle fototrappole della riserva naturale statale del Litorale Romano mostrano due cuccioli, quindi esemplari presumibilmente nati in loco, quindi ‘romani de roma’.

Come ricorda Marco Antonelli, zoologo e coordinatore del progetto Lupo a Castel di Guido, fino agli anni ’70 la caccia al lupo era incentivata (parallelamente all’espansione del centro urbano), finché l’alto rischio di estinzione ha reso l’animale una specie protetta. La presenza di lupi vicino alla città può essere considerata solo una bellissima notizia, visto che non rappresenta in alcun modo un rischio per l’uomo, poiché la loro alimentazione (come risulta dalle analisi degli escrementi raccolti) consta per lo più di cinghiali.

Carlotta Caldonazzo

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