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La Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e ne ha raccontato i risultati in conferenza stampa

La Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della città metropolitana di Roma, e al termine della riunione ha incontrato i giornalisti per fare il punto di una situazione che, dopo gli episodi di violaneza delle ultime settimana, è diventata rovente.

“Visti gli episodi degli ultimi tempi ho ritenuto necessario fare il punto della situazione in un territorio così complesso come quello di Roma e della Città Metropolitana.” -ha esordito in conferenza stampa la ministra Luciana Lamorgese- “Un territorio formato da 121 comuni e cinque milioni di abitanti che equivale alla somma dei territori di Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Catania. Al numero questi dati vanno aggiunti quelli delle persone che transitano giornalmente attraverso l’aereoporto di Fiumicino, o attraverso la Stazione Termini. Solo in stazione ogni giorno passano altre 480000 persone. Questi dati servono ad illustrare di quale enorme complessità stiamo parlando.”

Un territorio difficilissimo da governare e controllare, in cui sempre più la criminalità di tutti i livelli prova ad alzare la testa e a cercare nuovi spazi.

“I dati generali sulla criminalità a Roma sono in diminuzione, però bisogna guardare non solo a questo ma anche alla percezione della sicurezza, in calo, che è anche questo è un dato di fatto di cui dobbiamo tenere in conto, con tutte le istituzioni del territorio con cui dobbiamo fare un unico lavoro di squadra.” -spiega la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese- “Per i dati in nostro possesso, preoccupa il fenomeno dello spaccio. Un dato non uniforme su tutto il territorio della città: ci sono zone in cui si registra un decremento dei reati legati al traffico di stupefacenti ma in alcuni municipi i reati sono aumentati, per esempio a + 60% nel municipio VI. Un problema di cui tener conto, una realtà coplessa, connessa a un fenomeno criminale che si deve considerare plurilivello. Roma rappresenta lo snodo principale del traffico degli stupefacenti anche verso l’Europa, quindi su questo territorio ci sono dinamiche mafiose”.

La riunione del Comitato ha individuato una nuova strategia per presidiare il territorio di Roma, dividendolo in 28 aree, ognuna con la sua specificità e la sua modalità d’intervento. Spiega la ministra Luciana Lamorgese:

“Abbiamo cercato di pensare a un piano di intervento modulare che realizzi il più efficace potenziamento del controllo del territorio. Sono state individuate 20 aree di spaccio e 8 aree più centrali dove i reati legati agli stupefacenti si legano al degrado, alle problematiche relative alla vivibilità del quartiere, alla movida violenta, per esempio. In queste zone, verrà attività una task force con pattugliamenti che verranno fatti da polizia e polizia locale. Arriveranno uomini in più, e per ogni area verrà tenuto conto della singola realtà. Quello che io dico sempre però è che il quartiere deve essere vissuto, eventi, manifestazioni pubbliche, il cittadino si deve sentire parte di quel territorio, goderne. Un territorio è sicuro quando ci sono attività culturali, attività di incontro, la polizia può fare tanto ma anche il comune per le sue competenze”.

In questi ultimi giorni, la zona più calda della città è quella orientale dove si sono concentrati episodi gravissimi che in molti leggono come una spia di presenze ben più inquietanti della microcriminalità. Il riferimento, è tra l’altro, agli incendi dolosi che hanno devastato due locali di Centocelle, quello della Pecora Elettrica e quello successivo del non lontano Bar Kama bistrot. Una zona che non è l’estrema periferia di Roma e che si sta proponendo oltretutto in questo momento come la zona ‘nuova’, emergente nella geografia mutevole della movida romana.

Per presidiare meglio un quadrante da anni problematico, la ministra Luciana Lamorgese annuncia un nuovo presidio delle volanti che ad oggi partono solo da via Guido Reni, al Flaminio, direttamente nella zona est. In modo da rendere più veloci e dunque efficaci gli interventi sul territorio.

“Sarà istituito anche un nuovo reparto volanti al Prenestino dove uomini sul posto raggiungeranno più velocemente quelle zone in caso di criticità. Considerando quanto avvenuto nel quadrante est della città, questo nuovo piano che abbiamo messo appunto prenderà avvio proprio in quelle zone, con 150 persone al giorno dedicate a combattere il fenomeno dello spaccio. Allo stesso tempo ovviamente, il comune si occuperà di rivitalizzare quelle aree. I cittadini devono sentire che lo Stato c’è, noi ci siamo, e vogliamo dare una risposta immediata alla loro richiesta di sicurezza iniziando già da lunedì”.

Ma la percezione di sicurezza non è legata solo al presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine:

“Garantire i diritti di libertà vuol dire anche garantire la libertà di uscire la sera senza fare brutti incontri. Ma la lotta alla criminalità è un puzzle che va costruito insieme con comune, regione e forze dell’ordine.”

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