Alla vigilia del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e del corteo di Nonunadimeno che si annuncia il più grande mai avvenuto, arriva una novità sulla situazione che coinvolge Lucha y Sieta, la casa delle donne che negli anni ha aiutato migliaia a fuggire alla violenza e che è colpita al momento da un procedimento che condanna questa esperienza così preziosa e fondamentale per la città alla chiusura.

Il Campuidoglio fa in fatti sapere oggi in una nota che su indicazione del Sindaco Roberto Gualtieri, il Capo di gabinetto di Roma Capitale Alberto Stancanelli ha invitato con una lettera il Direttore generale di Atac, Alberto Zorzan, a ritirare la costituzione di parte civile nel procedimento contro La Casa delle Donne Lucha y Siesta. La partecipata ha risposto positivamente alla richiesta di Roma Capitale e nella giornata di lunedì procederà alla revoca formale. 

Roma Capitale vuole incentivare ogni misura volta a prevenire e contrastare qualsiasi forma di violenza sulle donne. In questo contesto si inserisce l’esperienza della Casa delle Donne Lucha y Siesta, che dal marzo del 2008 è attiva come centro antiviolenza, casa di accoglienza per donne e come luogo culturale e di confronto. L’importante valore sociale delle sue attività di prevenzione e di contrasto per la salvaguardia dei diritti delle donne è stato riconosciuto anche da una mozione dell’Assemblea capitolina dello scorso 16 novembre.

“Grazie ad ATAC per aver accolto positivamente la nostra richiesta di non costituirsi parte civile nel procedimento conto Lucha y Siesta. Roma vuole fare la sua parte per salvaguardare l’esperienza della Casa delle Donne Lucha y Siesta, un importante presidio antiviolenza, un centro socio-aggregativo fondamentale per la città, con un’indiscutibile valenza sociale quale rifugio e luogo di rinascita delle vittime di violenza, grazie anche ai percorsi di autodeterminazione attivati. Roma Capitale è e sarà sempre dalla parte delle donne”. Così il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

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