loredana bertè

Inarrestabile Loredana Bertè. Non fa in tempo ad archiviare la grande esperienza del Festival che la ritroviamo da stasera in tv tra i coach di The Voice Senior. Reduce dal successo Sanremo 2024, dove ha dimostrato che nelle sue vene scorre ancora il rock, la voglia di stupire e di provocare e si è portata a casa anche il premio della critica intitolato alla sorella Mia Martini, eccola pronta a una nuova avventura.

Perchè, a 73 anni suonati, Loredana Bertè è ancora un grandissimo animale da palcoscenico. Ruolo e missione che porta avanti da un po’ tutta la sua lunga, scapestrata e piena vita.

Loredana Bertè, le canzoni più belle: gli esordi e i primi, grandi successi

Aveva solo sedici anni infatti, quando fu notata al Piper e venne arruolata in un corpo di ballo. Entrò così dalla porta secondaria nel mondo dello spettacolo partecipando da figurante ad alcuni programmi tv. Il vero esordio però, quello che rivelò il suo talento e la sua voglia di mettersi in gioco e di stupire, fu una manciata di anni dopo, quando le fu offerta la parte di protagonista nell’allestimento italiano del musical simbolo dell’era hippie, Hair.

Iniziò lì a stupire (e a scandalizzare), Loredana Bertè. Una ragazzina tutta gambe che non ci pensò due volte a salire sul palco da protagonista, anche se la parte prevedeva una scena recitata senza veli.

Saranno gli anni ’70 però rivelare al grande pubblico la stella di Loredana Bertè, sia come cantante che come personaggio, ammirato e chiacchierato. In quel decennio collabora con grandissimi nomi della musica e inanella una serie di successi che ancora oggi non accusano affatto il passare del tempo.

Canzoni come Sei Bellissima, datata 1975, Dedicato o Non sono una signora, sono brani entrati nella storia della musica leggera italiana, pronti ad essere ancora cantati a squarciagola, con la giusta dose di irriverenza.

La passione per i tennisti: gli amori di Loredana Bertè, da Adriano Panatta a Bjorn Borg, passando per il “signor Hag

Mentre una relazione con il golden boy del tennis italiano dell’epoca, Adriano Panatta, e un posato per Playboy la consegnano alle copertine dei rotocalchi come icona ispirata e trasgressiva. E Loredana Bertè non se ne dispiace, anzi. E’ e sarà anche per gli anni a venire, un’artista che spinge l’acceleratore su questa immagine, e lo fa con naturalezza e talento.

Nel 1980 vola a New York dove diventa testimonial del nuovo idolo del made in Italy in Usa, Elio Fiorucci. Si nutre dell’energia e della creatività che in quegli anni sprizza in ogni dove nella Grande Mela. Per un intero anno frequenta gli artisti della Factory di Andy Warhol che gira personalmente il videoclip di un suo brano.

Gli anni ’80 la vedono ancora volare alto nei cieli della discografia e della celebrità. Si sposta tra New York Londra e il Sud America, ma anche in URSS la adorano e le dedicano speciali in tv.

Nel 1983 vola alle Isole Vergini per sposare Roberto Berger, il figlio di Tommaso Berger,il signor Hag, patron del notissimo marchio di caffè. Ma le nozze naufragano in acque burrascose.

Intanto sforna hit, pezzi intensi scritti per lei dai grandi autori italiani, come Non voglio mica la luna o Il mare d’inverno. E proprio a Sanremo, nel 1986 arriva sul palco dell’Ariston con un finto pancione, scatenando uno dei più grandi putiferi della storia del Festival. Ancora musica, ancora provocazioni, ancora arte e vita.

Nel 1988 il suo ex Adriano Panatta le presenta il Dio della racchetta, l’algido e perfetto (sul campo) Bjorn Borg. Saranno subito amore e scintille. Finirà con lo sposarlo e la storia non avrà affatto un lieto fine. Furiose liti, gesti estremi e strascichi dolorosissimi si trascinarono per anni. Ancora qualche giorno fa, nel corso di una conferenza stampa durante il Festival, Loredana Bertè ha espresso il sentito desiderio di vincere solo per il gusto di andare poi a vincere possibilmente, l’Eurovision, che si svolge in Svezia per, parole testuali: “fare un dispetto al mio ex marito e ai media svedesi”.

Mia Martini, la disperazione e la rinascita: Loredana Bertè icona pop per tutte le generazioni

Concluso il matrimonio distruttivo, nel 1992, Loredana Bertè prova a rimettere insieme i pezzi di se stessa e della sua vita, ricominciando dalla musica. Nel 1993 torna al Festival con la sorella, Mia Martini cantando il brano “Stiamo come stiamo”. L’ anno dopo è la volta di “Amici non ne ho”. Sembra l’inizio della ripresa personale per Loredana Bertè, ma la tragica morte della sorella con cui negli anni ha alternato complicità e complicazioni, per lei è un colpo durissimo. Per molto tempo sparisce dalle scene e si ritrova a fare i conti con se stessa, ma è solo un momento che prelude a una rinascita che ha dell’incredibile.

Il disco del 2005 Babybertè, la riporta definitivamente in auge, facendo conoscere la sua carica rock anche alle nuove generazioni. E da questo momento, la carriera della Bertè riprende il volo, come musicista ma anche come icona pop. Il trionfo di Cosa ti aspetti da me nel 2019 è la conseguenza diretta di questa lunga e implacabile risalita fatta di strategie di comunicazione, di genuina e irriducibile voglia di rompere gli schemi, di singoli come Figlia di, capace di trasformarsi addirittura in un meme, e di collaborazioni con artisti amati dalle nuove generazioni che orma l’hanno eletta anche a loro beniamina. Insieme alla musica infatti, gli ultimi anni hanno visto Loredana Bertè molto presente sui social e in tv, ad Amici e nel talent guidato da Antonella Clerici, The Voice, sulla cui poltrona torna a sedere da questa sera, alla ricerca delle più belle voci over d’Italia.

D’altronde, che tipo fosse, ce lo aveva già detto molti anni fa cantando a squarciagola Loredana Bertè: “Non sono una signora, ma una per cui la guerra non è mai finita!”

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