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“LO SPAZIO E’ L’ORO DEL FUTURO” PAROLA DI SAMANTHA CRISTOFORETTI

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SPAZIO CRISTOFORETTI

L’ORO DEL FUTURO

“Bisogna pensare allo spazio come a una grande risorsa, intesa in molti modi.C’è chi lo chiama l’oro del futuro. Possiamo pensarlo così in senso puramente utilitaristico: lo spazio è la nostra possibilità di sviluppo scientifico, tecnologico e quindi economico. Tante cose sono nate dallo spazio e ora le consideriamo scontate, essendo di uso quotidiano. Pensiamo al gps dei nostri cellulari, che ci aiuta a trovare ogni giorno la strada giusta, ed è solo un  esempio.

Io però, quando sento dire o dico io stessa, che lo spazio è l’oro del futuro lo intendo  in un senso anche spirituale, perché l’ uomo ha innata questa spinta a raggiungere cose più grandi di sè, a conquistare ciò che è veramente sconosciuto, a porsi sempre nuovi traguardi.Questi sogni, queste aspirazioni, sono proprie del genere umano, sono necessarie. Basti pensare al fatto che quando le persone sono impegnate in grandi e difficili progetti, di certo non trovano il tempo per litigare, per farsi la guerra. E questo è dovuto a un istinto che oggi, solo lo spazio può soddisfare.”

A parlare così dello spazio, è la donna italiana che per prima c’è vissuta, per ben 199 giorni. Samantha Cristoforetti, piglio da ragazzina e toni appassionati, racconta, nell’ambito della mostra Gravity, al Maxxi di Roma, insieme ad Amalia Ercoli Finzi, delle sue avventure, del suo lavoro e dei suoi sogni.

E tutti riguardano quel misterioso (per i profani) e affascinante ‘qualcosa’ che c’è sopra le nostre teste. Le orbite, i pianeti, le costellazioni, l’ universo, insomma, ‘l’ultima frontiera’.

 

ASTROSAMANTHA

Aviatrice, ingegnera, astronauta, la Cristoforetti, 42 anni, ha vissuto su una stazione spaziale per molti mesi. Per conquistare l’ ignoto, ci vuole una certa dose di coraggio, ma se chiedete ad AstroSamantha se ha mai avuto paura durante la sua missione, a lei si apre un sorriso e dice:

“Non ho mai avuto paura nel mio lavoro. Avrei paura se adesso avessi davanti una tigre, per dire che non sono una che non ha paura mai, ma durante la mia missione non mi è successo, ho provato emozioni fortissime, ma tutte positive.
Nel momento più critico, quello del lancio, ero cosciente di stare seduta su un razzo che, se qualcosa andava storta, poteva trasformarsi in una bomba, ma avevo lavorato talmente tanto per arrivare dov’ero, che non avrei voluto essere da nessuna altra parte.
Sulla stazione spaziale poi, non ho mai avuto motivo di provare paura, ma ho provato tante cose, è stata un’esperienza fortissima, ad alto impatto emotivo.”

 

LA TERRA VISTA DALLO SPAZIO

Ed ecco le vere emozioni di chi ha vissuto per mesi, sospeso sopra il nostro piccolo pianeta

Mi aspettavo, perché ne parlano tanti astronauti, di provare questa sensazione di vicinanza per tutta l’ umanità, tutti i paesi,le nazioni: quando guardi la terra dall’alto, (un’esperienza davvero straordinaria, anche dal punto di vista estetico), arrivi a pensare alla terra come al giardino di casa tua, riesci a riconoscere i paesi, anche solo dall’ angolo della luce in certe ore del giorno, e ti accorgi che non ci sono differenze.
Una cosa che non mi aspettavo, e che mi ha sorpresa invece, è la sensazione che la terra fosse una tela, di cui la storia umana rappresenta solo una pennellata.
Ho provato comunanza, storica e geografica, nel senso che, guardando il pianeta dall’ alto, soprattutto durante il giorno, la presenza dell’ essere umano non si percepisce, la terra appare disabitata, e mi sono sentita come se guardassi la terra con gli occhi di un’aliena prima che iniziasse tutto, quella che chiamiamo storia, civiltà.
E mi sono ritrovata a pensare: ma in fondo, gli antichi egizi, chi erano? Nient’altro che i nonni dei nonni dei nostri nonni, e ho sentito veramente la comunanza tra paesi e generazioni, perché in realtà tutta la storia è un soffio, e le differenze non esistono. E questo spiega credo, anche perché, per esempio, la letteratura classica parla ancora in modo così forte ai nostri spiriti.”

 

DOMANI MATTINA

Per chi, da profano, ascolta i racconti della Cristoforetti, qui siamo già arrivati al massimo delle possibilità, se non fosse che AstroSamantha ci spiega, nel modo naturale e diretto che le è proprio, che la sua esperienza è solo l’ inizio, e che in futuro ci aspettano tante altre conquiste. E per futuro si intende l’inizio degli anni 20, praticamente, domani mattina.

“Le orbite basse sono ormai conquistate” spiega lei, che ci ha vissuto, “Si può dire che ormai abbiamo ampliato lo spazio abitativo della Terra di 4-500 km”

Insomma, tra poco le orbite più vicine alla terra potrebbero diventare vere e proprie colonie.

“Ora si punta alla Luna. C’è un grande interesse scientifico in questo momento sul lato sud del nostro satellite. Su quel lato non batte mai il sole. La luna, secondo gli scenziati, è un pezzetto di terra che si è staccata miliardi di anni fa, ma mentre la storia geologica della terra è andata avanti, la luna è morta, e questo vuol dire che studiare la geologia della luna, è studiare la geologia che c’era sulla terra miliardi di anni fa”.

Ma questo è solo un esempio di quello che, ogni giorno, accade nei nostri cieli, dove negli strati più bassi, pare ci sia ormai un vero ingorgo di satelliti.

La grande sfida dell’essere umano rimane però Marte, ma anche qui, i tempi non sembrano lunghissimi. Nonostante la sonda Schiapparelli non abbia raggiunto i risultati sperati, è tornata a casa con tantissimi dati preziosi, su cui gli scienziati di tutto il mondo stanno lavorando.

“Il bambino o la bambina che andrà su Marte sono già nati. Per gli anni ’40 dovremmo essere pronti”

dice AstroSamantha, e già le brillano gli occhi. Perché, fatto questo, per lei e per quelli come lei, ci sarà da pensare ad un altro sogno da inseguire.

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