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Lina Wertmuller ha ritirato stanotte il Premio Oscar alla carriera, un tributo al cinema della regista romana e alla direzione al femminile

Lina Wertmuller ha ritirato questa notte il premio Oscar alla carriera. Un riconoscimento meritato e importante, non solo per lei ma per le tante donne registe che pian piano si stanno facendo strada nel mondo ancora prevalentamente maschile della direzione cinematografica.

La cineasta romana fu la prima donna, nell’ormai lontano 1977, a concorrere per la vittoria finale della statuetta per la miglior regia con il suo Pasqualino Settebellezze.

Da allora, molta acqua sotto i ponti è passata eppure, da allora, solo altre quattro donne sono state candidate all’Oscar per la miglior regia. Due di queste, Jane Campion e Greta Gerwig hanno consegnato il premio alla carriera alla cineasta romana e hanno confermato entrambe quanto il cinema di Lina wertmuller abbia influenzato il loro.

La premiata è stata introdotta da un’altra icona del cinema italiano, Sofia Loren e nel discorso di ringraziamento ha avuto a disposizione una traduttrice d’eccezione, Isabella Rossellini.

In un teatro pieno di un pubblico e di addetti ai lavori che hanno dimostrato la loro ammirazione con applausi e il coro “Lina! Lina”, Lina Wertmuller, stringendo la sua statuetta non ha rinunciato alla consueta ironia, e ha ringraziato tutti ponendo, scherzosamente, una questione ancora non dibatutta:

“Io ringrazio a tutti […] Ma l’Oscar si dovrebbe chiamare comunque con un nome femminile, è una cosa gravissima che si chiami Oscar, si dovrebbe chiamare Anna, comunque, pazienza…”

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