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“Letizia va alla guerra”: storie di donne coraggio a teatro

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letizia va alla guerra

Fino al 17 febbraio, al Teatro della Cometa di Roma, va in scena “Letizia va alla guerra”. Storia di tre donne legate a filo doppio dallo stesso nome e dallo stesso destino

La scena è buia, sullo sfondo si intravedono due cornici vuote. L’unico flebile fascio di luce colpisce una rosa adagiata sulla punta del palco, quasi all’altezza delle prime file. Il Teatro della Cometa aspetta e intanto trattiene il fiato, per quella che sarà la prima di molte altre volte. È l’inizio di “Letizia va alla guerra”: poco dopo un uomo seduto comincerà a suonare con la chitarra un’antica melodia siciliana e una giovane sposa arriverà dalle quinte.

Sono i due attori Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, che fino al 17 febbraio con il loro spettacolo intratterranno il pubblico sul palco di v.del Teatro di Marcello, in un duetto languido e sempre nuovo. Raccontando tre diverse storie con una sola grande protagonista. Letizia: quella sognatrice e ingenua, quella disillusa e ferita, quella saggia e piena di rimpianti.

Una sposa, una prostituta e una suora. Tre modi di essere donna riuniti sotto lo stesso nome e lo stesso temperamento argentino. Educatamente, ognuna di loro sale sul palco e racconta la propria storia con la voce straordinaria di Agnese Fallongo. Una voce duttile come uno strumento musicale, che parla un siciliano impeccabile, un romanesco coinvolgente e infine un veneto brusco come vuole l’originale. Sullo sfondo l’Italia stretta tra due guerre mondiali con il loro prezzo pesante di vite umane.

Ogni Letizia finirà per sacrificare alla guerra il proprio amore, riuscendo nonostante tutto, a non esserne sconfitta. La prima la sfiderà per ritrovare il suo Michele, per la seconda sarà un ostacolo a cambiare vita, per la terza sarà fonte inesauribile di ricordi d’orrore. Eppure, ogni Letizia rimarrà vincente.

Sta proprio in quel nome, che significa “gioia febbrile”, il loro segreto per l’immortalità. Affrontando l’accanimento puerile del destino contro di loro, le donne di questo spettacolo sono sempre attive. Le figure maschili, sebbene interpretate magistralmente da Tiziano Caputo, scoloriscono nello sfondo di fronte a tanta irruenza. La sorte di Letizia ha sempre origine da una disobbedienza, unico atto di cui non si pentirà mai.

Va detto che in quella che dovrebbe essere una sceneggiatura tragica, il regista e gli attori hanno trovato una giusta mediazione. In “Letizia va alla guerra” si ride di gusto e altrettanto sinceramente si piange. Nelle canzoni e nel coinvolgimento del pubblico i protagonisti trovano la ricetta per uno spettacolo ben riuscito. Ognuno dei tre racconti dedica una parte all’ironia: la Letizia siciliana imita perfettamente la propria nonna apprensiva, quella romana trasforma il proprio nome in uno slogan pubblicitario (“Letizia ti fa il servizio”) e la suora veneta non manca di regalare momenti di austerità alla buona.

Meglio non dimenticare, però, che si tratta di storie di ingiustizia e dolore, e portare da casa il giusto numero di fazzoletti. Bisognerà, alla fine dello spettacolo, riconoscerne la potenza emotiva e rimanerne piacevolmente stupefatti. “Letizia va alla guerra” è un’opera unica, insieme un’ode alla donna e alla vita, realizzata da attori di prim’ordine.

Fallongo e Caputo tengono insieme uno spettacolo composto di oltre 15 diversi personaggi solo con i loro corpi e i trucchi artistici della voce. Traspare, dalla loro performance, l’amore assoluto per la recitazione e l’intensità con la quale ogni singolo ruolo appartiene loro.

Per chi cerca dal teatro una buona ragione per pensare, questa è la soluzione ideale. Nei 90 minuti di questo “soliloquio dialogato” ci sarà spazio per riflessioni storiche sugli impedimenti fisici e mentali imposti alle donne di primo Novecento, per apprezzare la diversità culturale delle regioni italiane e, perché no, per considerare la portata della Legge Merlin del 1958. Perciò lasciatevi trascinare da Letizia e provate, se riuscite, a riportarla a casa. 

“Letizia va alla guerra”di Agnese Fallongo

fino al 17 febbraio

Teatro della Cometa

via del Teatro di Marcello, 4

Orari spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00.

Biglietti: 25€-18€

Botteghino: mar-sab 10 – 19; dom 11.30 – 16

Altre info:http://www.teatrodellacometa.it

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