Fettuccine Alfredo
Ginger Rogers nel ristorante Alfredo alla Scrofa. Foto: Archivio Italfoto Foto: © Archivio Italfoto

Ogni anno, il 7 febbraio si celebra in tutta la sua gloria un piatto di pastasciutta nato tra i vicoli stretti del centro di Roma all’inizio del ‘900.

Parliamo del National Fettuccine Alfredo Day e delle mitiche fettuccine Alfredo, conosciute e celebrate in tutto il mondo come piatto iconico della cucina italiana, nato dal genio gastronomico e, ancor più, mediatico del cuoco Alfredo Di Lelio.

“The king of the noodles”

Ma come ha fatto una ricetta semplice e deliziosa a diventare un simbolo del made in Italy? Addirittura più conosciuta all’estero che in Italia.

La leggenda narra che correva l’anno 1908 e Alfredo inventò le sue iconiche fettuccine per amore. La moglie aveva appena partorito il primogenito e il premuroso marito e neopapà si premurò di rimetterla in sesto con un piatto di fettuccine condito con una generosissima dose di burro e una nevicata di parmigiano.

Da lì, il piatto entrò nel menù della sua trattoria di via della Scrofa, ma per vedere le fettuccine di Alfredo varcare i confini italiani, ci vorrà qualche anno e l’entusiasmo di due tra le stelle più splendenti dell’ era del cinema muto hollywoodiano. La coppia di superstar Mary Pickford e Douglas Fairbanks avevano scelto Roma per il loro viaggio di nozze, e quando assaggiarono la pastasciutta di Alfredo ne rimasero folgorati.

Inviarono al cuoco, in segno di riconoscenza, un cucchiaio e una forchetta d’oro con incisi i loro nomi e un biglietto per “Alfredo, King of the noodles”.

Oltre a questo, decisero che quella delizia perfetta dovevano assaggiarla anche tanti loro amici divi di passaggio nella città eterna. In breve, le fettuccine di Alfredo furono al centro della curiosità di tanti divi di Hollywood sempre in cerca di piaceri. E la trattoria di v. della Scrofa divenne tappa fissa nei loro viaggi romani: il Colosseo, San Pietro e Alfredo.

Le fettuccine Alfredo conquistano Hollywood

Il bello però, doveva ancora arrivare. Di lì a poco la capitale si sarebbe trasformata nella Hollywood sul Tevere e sarebbe iniziata quella stagione magica che in tanti ricordano ancora con nostalgia, la Dolce vita.

Alfredo Di Lelio, era un ottimo cuoco, ma anche un grande intrattenitore e bravissimo nelle pubbliche relazioni. Le cronache dell’epoca raccontano di come, il servizio delle fettuccine fosse diventato un vero spettacolo. Protagonista, ovviamente, Alfredo in persona, che non si limitava a fare il piatto agli ospiti, sempre più illustri, ma celebrava un rito, con tanto di accompagnamento di musica dal vivo.

Poteva tutto ciò lasciare indifferenti i grandi divi americani in transito a frotte nella capitale in quegli anni magici, e affamati di pastasciutta ed esperienze?

Ecco allora che le Fettucine Alfredo hanno conquistato tutti, da Liz Taylor e Richard Burton nel loro lungo periodo romano, a Frank Sinatra e Ava Gardner, Sophia Loren, Anna Magnani, Ingrid Bergman, Orson Welles e tantissimi altri.

Le fettuccine Alfredo sono diventate così, un piatto simbolo del glamour e del buon vivere.

Oggi il Fettuccine Alfredo Day si celebra negli Stati Uniti perché è lì che la semplice ricetta di un marito premuroso ha conquistato stuoli di fan.

A Roma, a contendersi l’eredità di Alfredo sono oggi due locali, quello alla Scrofa in cui sono ancora conservate e usate le posate d’oro donate al king of the nooodles, e il Vero Alfredo a piazza Augusto Imperatore. Mentre del prestigio che un piatto di pastasciutta speciale ha portato alla città, gode all’unisono tutta la città.

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