Lavinia Mennuni

La minchiata di Capodanno è arrivata come un botto anticipato dall’illuminato ragionamento di Lavinia Mennuni, avvocata, senatrice di FdI, madre di tre figli, che a favore di telecamera nel corso della trasmissione Coffee Break su La7 ha detto che bisogna convincere le ragazze di 18 -20 anni che fare i figli e mettere su famiglia sia la cosa più cool, nel senso di massima aspirazione.

Mancano poche ore al 2024 e lo ha detto davvero, facendo una serie di premesse per poi andare a piazzare il colpo del dovere di rendersi conto della “necessità” di mettere al mondo bambini. Invece di ribadire alle ragazze che è importante alimentare la propria indipendenza sin dagli anni giovanili, costruirsi una vita sulle solide basi della possibilità di realizzarsi e di raggiungere una sicurezza personale, culturale, sociale ed economica, le donne di 46, 47 anni, le madri insomma, secondo la senatrice, dovrebbero andare dalle loro figlie e dire: “ si si, va bene studiare, lavorare, ma la tua aspirazione massima dovrebbe essere sfornare figli”, una funzione che definisce addirittura una “missione”. E in quest’ottica Lavinia Mennuni, anticipando che sta per dire una cosa trash, nel senso di vera spazzatura, aggiunge che bisognerebbe aiutare le istituzioni (lo ha detto davvero), aiutare il Vaticano (!), per fare tale illuminata opera di convincimento.

Lavinia Mennuni: “Convinciamo le ragazze che la maggior aspirazione deve essere fare figli”

Naturalmente, sottolinea Lavinia Mennuni, che è comunque a favore del fatto che le donne raggiungano gli stessi obiettivi degli uomini e che lei non è mai stata per un femminismo separatista (qualunque cosa voglia dire).

In un tale diluvio di banalità e di ragionamenti senza capo né coda, non si sa veramente nemmeno da dove iniziare a rispondere.

La prima questione però è basilare: la maternità, è una libera scelta, non un dovere nè tanto meno una missione. Il corpo delle donne non è una macchina a disposizione del Sistema per garantire il proseguimento della specie e il suo sostentamento economico. La maternità è una delle tante scelte possibili.

Secondo, di questa retorica sulla questione demografica e sul calo delle nascite non se ne può più. Il calo delle nascite è una questione che riguarda tutto il mondo occidentale, non solo l’Italia, ma se per caso dovesse venire in mente a qualcuno che oltretutto ha anche un ruolo istituzionale, di guardare effettivamente la realtà, oltre il proprio inutile ombelico, si arriverebbe addirittura a costatare che il mondo è un posto sempre più affollato, e che già oggi, come si sa o si dovrebbe sapere se si vive su questo disastrato pianeta, non riesce a sfamare tutti gli individui che vengono al mondo. La questione demografica così come ce la propinano oggi, con l’allarme perché in Italia non nascono più bambini è una roba che sa di ‘800 o primi del ‘900 quando i cari bambini venivano al mondo per diventare carne da macello sui campi di battaglia o per trasformarsi prima possibile in braccia da lavoro o merce di scambio per mantenere le famiglie che non avevano altri mezzi di sostentamento. Il ricambio generazionale esiste oggi e in prospettiva, ed è garantito anche da tanti nuovi italiani entusiasti di dare il loro contributo per la crescita presente e futura del proprio paese.

Se poi ne facciamo una questione etnico culturale, allora basterebbe dirlo in modo più diretto, tanto per capire di cosa parliamo realmente.

Poi lasenatrice Lavinia Mennuni aggiunge la frase “dovremmo aiutare le istituzioni a rendere cool la maternità”, è un’altra frase che può uscire solo dalla bocca di qualcuno che non vive esattamente con i piedi per terra. Esistono milioni di donne che non farebbero mai un figlio nemmeno sotto tortura, ma ne esistono anche molte altre che vorrebbero ma non riescono, per questioni economiche o di conciliazione dei tempi di vita soprattutto. E questo, anche la senatrice, che pur ammette di aver potuto beneficiare dell’aiuto di varie baby sitter, per fortuna pare avercelo chiaro nel proseguio del discorso. Perchè la maternità non è solo scodellare un nuovo bambino per la patria ma è sopratutto quello che viene dopo, motivo per cui più che sulla maternità il focus andrebbe spostato sul concetto di genitorialità. Il nodo della conciliazione è fondamentale e le istituzioni invece di spendere soldi e tempo in ridicole campagne pro Vita o simili, dovrebbero investire, concretamente, soldi e tempo, sul sostegno a chi madre e padre vorrebbe diventarlo ma, concretamente, non può. Questo vuol dire per esempio, tirare fuori soldi per gli asili nido o creare le condizioni perchè si attivino le singole aziende a farlo, aumentare lo smart working, l’accesso part time, i congedi parentali, tutte misure che dovrebbero coinvolgere le madri quanto i padri perché poi sempre all’approccio culturale andiamo a finire.

La maternità non è una missione e ognuna può scegliere come viverla o non viverla senza subire lavaggi del cervello o discriminazioni. E questo dovrebbe essere il dato di base nel 2024, su cui poi partire a ragionare, ma sembra non sia così. Raccontare alle nostre figlie che mettere su famiglia è la loro missione vuol dire fare un salto indietro di decenni, ma sopratutto vuol dire non aiutarle sul cammino della indipendenza e della realizzazione personale che, anche se ancora sfugge questo legame, è anche ciò che garantisce la libera scelta e quindi la sicurezza in qualsiasi situazione. Le donne possono fare tutto, ma la massima aspirazione dovrebbe essere per tutti, a prescindere dal genere, quella di realizzare se stessi, e vivere una vita piena e pienamente soddisfacente, a prescindere da ciò che sia più utile al Sistema.

Quel che è certo è che questa uscita è la degna conclusione di un anno che ci ha letteralmente stremato da questo punto di vista, perché veramente non si fa in tempo ad ascoltare una banalità che arriva un altro sfoggio di ignoranza e ottusità della nostra classe dirigente.

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