laura morante sarah bernhardt
Laura Morante nei panni di Sarah Bernhardt Foto: Ufficio Stampa/ Ada Masella

Dal 16 al 28 novembre, al Teatro Ambra Jovinelli, Laura Morante in“Io Sarah, io Tosca”, spettacolo da lei scritto e diretto da Daniele Costantini che narra la vita della celebre attrice Sarah Bernhard nei giorni precedenti il debutto de “La Tosca” di Victorien Sardou. In un flusso continuo di recitazione, azione e musica avvincente, emozionante e divertente. In scena con Laura Morante ci sarà Chiara Catalano, impegnata nell’esecuzione al pianoforte della musica composta da Mimosa Campironi.

“Poco più di un anno fa Mimosa Campironi mi propose la lettura di una breve opera ispirata a Sarah Bernhardt e al suo rapporto con Victorien Sardou e con il personaggio di Tosca, che il drammaturgo aveva scritto per lei. Si era in piena pandemia, si diceva che i teatri avrebbero riaperto senza tuttavia la possibilità di riempire la sala. Ero quindi alla ricerca di un testo per uno spettacolo produttivamente agile, con non più di due attori sulla scena. Quella breve lettura lasciava intravedere una personalità insolita e suggestiva”. Racconta così, nelle note d’autore Laura Morante.

“Avendo vissuto molti anni in Francia, avevo sentito parlare spesso di Sarah Bernhardt, adorata da Oscar Wilde, ammirata da Proust e da un giovanissimo Sigmund Freud, che le dedica una pagina del suo diario. Prediletta da Victor Hugo, e cordialmente detestata da Anton Čechov. Di Sarah Bernhardt si è scritto che era l’ultima attrice del diciannovesimo secolo, in contrapposizione a Eleonora Duse, che veniva designata come la prima attrice del secolo scorso.

Nell’ambiente del teatro francese si riportano aneddoti, si parla delle sue manie stravaganti, come quella di circondarsi, in piena Parigi, di animali esotici e anche feroci: scimmie, pappagalli, ghepardi, perfino alligatori!

Si citano alcune sue battute particolarmente caustiche.

Si racconta di come si sia ostinata a recitare anche dopo che, all’età di settantuno anni, le venne amputata una gamba. Portata sulla scena su una lettiga dorata, affrontò addirittura un’ultima avventurosa e faticosissima tournée americana”.

A Laura Morante però, di Sarah Bernardt non interessa solo il personaggio pubblico, ma anche la sua essenza.

 “Della persona che si cela dietro l’apparenza, la storia e la leggenda di quella che fu forse la prima vera diva, capace di far parlare di sé più o meno quotidianamente i giornali di mezzo mondo, della donna che fu Sarah Bernhardt non sapevo quasi nulla”. Continua nelle sue note l’attrice e autrice.

“Forse valeva la pena di cominciare a conoscerla. Ho dunque intrapreso un appassionante percorso, attraverso la vasta mole di libri a lei dedicati. Partendo dalla sua autobiografia, tanto rivelatrice del suo carattere, quanto imprecisa, sfuggente e lacunosa per quanto riguarda le vicende non sempre edificanti che hanno contribuito a farne un’attrice e una donna famosissima. Osannata e aspramente criticata, ma costantemente al centro della scena. E soprattutto per quel che concerne i fatti della sua vita privata e sentimentale. Basti pensare che il figlio Maurice compare per la prima volta nelle memorie della Bernhardt quando ha ormai quattro anni e che nulla ci viene detto su chi potesse esserne il padre. L’indagine doveva dunque continuare.

L’interessante biografia di Arthur Gold e Robert Fizdale, il libro di Claudette Joannis, quello di Guy De Pierrefeux, fino alla documentazione relativa alla causa per diffamazione che Sarah Bernhardt intentò, dopo averle devastato la casa, contro la ex collega ed ex amica Marie Colombier, autrice di un best seller dell’epoca che svelava i segreti della Diva.

Più andavo avanti nella mia esplorazione, più mi convincevo che il confronto fra Sarah e Tosca, attraverso la dialettica in gran parte misteriosa e inconscia che sempre si crea fra un personaggio e l’attore che lo interpreta, poteva operare un progressivo e affascinante disvelamento della personalità di Sarah stessa, che gelosia, passione, rabbia, devozione, ribellione non appartenevano solo alla finzione del dramma di Sardou, ma anche alla sua prima magistrale interprete.

Alla fine del percorso, mi è parso di essere finalmente autorizzata a cercare di raccontare Sarah. Cinica e sentimentale, spregiudicata e sognatrice, superstiziosa e impavida, vulnerabile e battagliera, tanto gelosa della propria privacy quanto insaziabilmente avida di celebrità e, soprattutto forse, di amore.

È nato così questo testo, suddiviso in tre quadri, che sono anche tre tappe fondamentali del suo rapporto con il personaggio di Tosca. Nel primo quadro è il 3 novembre 1887 e Sarah ha appena cominciato le prove dello spettacolo. Nel secondo sono passate due settimane e le prove sono in corso. L’ultimo quadro, infine, la rappresenta all’alba del giorno stesso del contestato ma trionfale debutto del dramma di Sardou, il 24 novembre, al Théatre de la Porte St. Martin”.

Teatro Ambra Jovinelli

p.zza Guglielmo Pepe

Biglietti:

Prezzi per il venerdì, sabato e domenica  

Poltronissima € 35 – Poltrona € 28 – I galleria A € 24 – I galleria laterale € 20 – II galleria € 19

Prezzi per martedì, mercoledì, giovedì e sabato pomeriggio

Poltronissima € 33 – Poltrona € 26 – I galleria A € 22 – I galleria laterale € 18 – II galleria € 17

Contatti

Botteghino 06 83082620 – 06 83082884

Altre informazioni: qui

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