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Ph: ©Archivio Italfoto/ TuaCityMag

Nasceva il 4 agosto 1943 a Roma, Laura Biagiotti. Una donna creativa e intraprendente, tra i grandi alfieri del Made in Italy. La sua straordinaria avventura esistenziale e imprenditoriale è stata ben raccontata nel docufilm L’aura della moda” , che ripercorre la vita e il lavoro della grande stilista romana.

Il docu, presentato come evento speciale durante la Festa del Cinema di Roma, è stato accolto con grande interesse ed emozione.

A spiegare l’intenzione dietro questo lavoro è stata la figlia di Laura, che le è succeduta alla guida della maison, Lavinia Biagiotti:

“Volevamo raccontare chi fosse veramente mia madre una grande imprenditrice, una pioniera, ma anche una donna che non ha mai rinunciato alla sua dolcezza e femminilità”.

A raccontare la grande stilista, nel documentario, oltre alla figlia, ci sono amici di vecchia data, spesso personaggi famosi. Ognuno con il suo bagaglio di ricordi intervengono Nancy Brilli, Silvana Giacobini, Carla Fracci a Romina Power e tanti altri. Tutti contribuiscono a una bella narrazione corale guidatata dalla voce narrante dell’attrice Serena Rossi, anche lei amica di famiglia.

E così, tra interviste ripescate e testimonianze dirette, emerge la vita straordinaria di una donna dolce e forte. Una donna, capace non solo di creare una maison conosciuta a livello mondiale, ma anche di avere il coraggio di aprire territori inesplorati per tutto il made in Italy.

Una storia di imprenditoria femminile che parte da lontano e coinvolge in realtà non soltanto Laura, ma tre generazioni di donne. La madre della stilista Delia, infatti, rimasta orfana giovanissima, si mantenne imparando il lavoro di sarta fino ad arrivare ad avere un proprio atelier. Lì farà i primi passi la figlia, nata a Roma il 4 agosto 1943 e già stilista per Schubert nel 1966. Il primo passo, per poi lavorare per altri grandi nomi dell’alta moda romana dell’epoca come Roberto Capucci e Renato Balestra.

Nel 1972 Laura Biagiotti fa il grande salto e debutta a Firenze con la sua collezione: è subito un successo. Le sue linee iperfemminili vestono una donna morbida e solare, proprio come era lei, e conquistano sin da subito addetti ai lavori e pubblico, rendendola di lì a poco, uno dei grandi nomi del made in Italy. Negli anni ’80 esploderà il pret-aporter e la moda milanese, ma Laura Biagiotti scelse sin da subito di non lasciare le sue radici e di rimanere a vivere e lavorare nella sua Roma, a cui ha dedicato anche il suo più famoso e amato profumo.

“Mia madre ha sempre adorato Milano che ci ha dato tanto successo.” Ha raccontato Lavinia Biagiotti qualche tempo fa. “Ma ha scelto di vivere e lavorare a Roma in omaggio alle nostre radici che ci differenziano dagli altri marchi”.

Per fare questo, acquistò alla fine degli anni ’70, il castello di Marco Simone, uno splendido maniero medievale all’altezza di Guidonia. Qui la stilista concentrò vita famigliare e quartier generale aziendale.

Ma Laura Biagiotti non si limitava a disegnare le sue collezioni: il suo genio imprenditoriale era altrettanto, se non più, spiccato di quello creativo. La stilista romana è stata in più occasioni una vera e propria pioniera nelle scelte produttive e aziendali. Un esempio di questa lungimiranza fu la scelta di puntare su materie allora estranee all’alta moda, come quella della maglieria. Laura Biagiotti negli anni ’80 venne ribattezzata dalla stampa specializzata ‘la signora del cachemiere’ e riuscì a rendere preziosi capi fino ad allora considerati solo ‘comodi’.

Non solo, Laura Biagiotti è stata la prima imprenditrice italiana ad andare a provare a conquistare la Cina. Era il 1988, e la stilista romana fu un pò la ‘Marco Polo del made in Italy”, la prima a sfilare in quell’immenso paese e a mettere piede su quell’immenso mercato. Di lì a qualche mese arrivarono i fatti di piazza Tienanmen e tutto cambiò.

Ovviamente nel documentario grande spazio è dedicato anche a Laura Biagiotti donna, moglie e madre. Attraverso i ricordi di colei che meglio l’ha conosciuta e che ha preso in mano dopo di lei il timone aziendale, sua figlia Lavinia che, tra le tante cose che le ha insegnato la madre ,tiene ad una in particolare.

“Mi ha insegnato tante cose meravigliose ma, se le dovessi sintetizzare in una, è cominciare ogni giorno un foglio banco, significa lasciarsi alle spalle le soddisfazioni ma le delusioni vissute ieri e ricominciare ogni giorno da zero”.

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