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Lady Be come Bonnie di Toy Story 4: “Regalo una nuova vita ai giocattoli”

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Lady Be, artista pop che realizza opere con materiali di recupero, racconta a TuaCityMag la sua avventura (green) nel mondo di Toy Story 4.

Figlia della generazione Toy Story, Letizia Lanzarotti, aveva solo 5 anni quando è uscito il primo film, probabilmente non si aspettava di essere chiamata da Walt Disney Italia per realizzare alcuni dei personaggi di questo nuovo capitolo.

Come sei entrata nel mondo Disney?

Tutto è partito dall’indagine di Beach Litter 2019 di Legambiente, che
insieme a Walt Disney Italia, ha realizzato una giornata evento sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino, nel corso di Spiagge e Fondali Puliti. Sono molto sensibile al tema dell’inquinamento marino, soprattutto a quello legato alla plastica. Con le mie opere forse non posso salvare il mare, ma comunque posso mandare un messaggio alle persone dando una seconda vita a questo materiale di scarto. Qui per la prima volta, i ragazzi delle scuole, hanno conosciuto Forky, il giocattolo simbolo di Toy Story 4, e gli è stata spiegata l’importanza del riciclo dei materiali, anche attraverso l’arte.

Plastica e riciclo sono fra i temi principali di Toy Story 4, e chi meglio
di Letizia Lanzarotti, in arte Lady Be, poteva rappresentare il mondo di Toy Story, che con il quarto capitolo affronta proprio il tema dei giocattoli
dismessi e della spazzatura.

Letizia Lanzarotti, in arte Lady Be, espone le sue opere in occasione dell’evento Spiagge e fondali puliti.

Sono cresciuta con questo mito di Toy Story. Oltre ad avere tutta la collezione Disney a casa, avevo proprio l’età giusta per innamorarmi di Toy Story. L’ho vissuto da bambina, da adolescente e ora da artista per il quarto film. Non posso che essere onorata.

Crescendo, Letizia è diventata un’artista internazionale, ideatrice della tecnica “mosaico contemporaneo”, grazie alla quale realizza opere d’arte con piccoli pezzi di materiale di recupero, dalla plastica ai giocattoli.

Anche se già da bambina ci speravo, oggi è un onore essere passata da spettatrice ad artista. In particolare l’idea di collaborare con Toy Story. Mi hanno chiesto di scegliere fra i personaggi più rappresentativi di Toy Story. Con grande piacere ho conosciuto questo nuovo personaggio, Forky, e me ne sono innamorata. Bonnie, la protagonista, un po’ come me, dalla spazzatura realizza un giocattolo, come io realizzo opere d’arte.

Quali opere hai scelto di realizzare per l’evento legato a Toy Story 4?

Naturalmente i personaggi simbolo di Toy Story, Woody e Buzz Lightyear, che hanno due fisionomie totalmente diverse. Su Woody ho fatto un lavoro molto particolare, vista la sua figura sottile e i colori meno sgargianti, ma artisticamente molto interessante. Woody è dotato di una sua tridimensionalità; diverso è il discorso per Buzz Lightyear, più giocattolo di
Woody e soprattutto dai colori molto più accesi, ma allo stesso tempo molto più facili da trovare.

Poi ci sono Ducky e Bunny, un coniglio e un pulcino, che vengono introdotti proprio in Toy Story 4 e mi hanno colpito soprattutto per i colori. Per realizzarli, con la mia tecnica, il mosaico contemporaneo, ho potuto giocare molto. Son riuscita ad inserire molti dettagli, molti giocattoli, mantenendo i colori accesi, dandogli il taglio specifico delle mie opere pop.

Ed infine c’è Forky, il personaggio simbolo di questo Toy Story 4, di cui mi sono innamorata. Forky è il personaggio che Bonnie, la bambina realizza con la spazzatura.

Ti sei ritrovata?

Certo. Bonnie dà vita a qualcosa di unico, Forky. Anzi, gli dà una nuova vita. Un po’ come faccio io, che dalla plastica realizzo opere d’arte. Forky è nato dalla fantasia di una bambina. Come tutti i giocattoli è stato consolatorio, l’ha aiutata ad affrontare l’asilo, nonostante fosse spazzatura. C’è un passaggio del film in cui Woody e Forky parlano proprio di questo, dei giocattoli e della spazzatura. Di come tutto sia ciclico. Woody spiega a Forky che è nato dalla spazzatura, ma ora è un giocattolo importantissimo, quando poi il bambino si stancherà di loro in quanto giocattoli, diventeranno spazzatura. In quel momento del film ho pensato che, poi ci sono io e che dai giocattoli dismessi, o se vogliamo dalla spazzatura, creo cose nuove. Nel mio caso, opere d’arte.

Restando in tema Disney, qual era il tuo cartone preferito?

La bella e la bestia. Sono innamorata di quella storia. Se avrò ancora il piacere di collaborare con Disney e magari di scegliere addirittura io il soggetto da realizzare sceglierei La bella e la bestia.

Prima di diventare un’artista qual era il tuo giocattolo preferito?

Io da piccola giocavo con le macchinine. Ero un po’ un maschiaccio, ma credo che semplicemente mi piacevano di più le macchinine per
come erano fatte. Ero già affascinata dai colori, e poi si muovevano.

Ti eri già avvicinata al mondo dei giocattoli con un’opera che è diventata simbolo della violenza sulle donne: la Barbie tumefatta.

Sono vicina al mondo dei giocattoli. Ho cominciato queste opere a 19 anni, in un certo senso si può dire che non ho mai smesso di giocare. Quando sono arrivata a realizzare la Barbie tumefatta, ho capito come i giocattoli potevano essere un veicolo anche per inviare un messaggio a tutte le generazioni. Barbie, se vogliamo, è il giocattolo simbolo intramontabile da oltre 60 anni, racconta un’ideale di bellezza, di perfezione, vedere un volto tumefatto e rovinato era lo spunto per parlare di un tema importante come la violenza sulle donne. La Barbie tumefatta è realizzata con diverso materiale di recupero, ma soprattutto Barbie usate, che sono state giocattoli dei bambini, e poi appunto abbandonate. Per quest’opera sono andata ad intervenire sui volti delle bambole, per rimarcare i segni della violenza, così che il messaggio fosse chiaro partendo già dal particolare dell’opera, e non solo nel suo insieme.

Cosa consigli alle bambine di oggi?

Sporcatevi le mani. Chi ha questa predisposizione non può farne a meno. Io non vedevo l’ora. Negli anni del liceo ho sempre dipinto, però non vedevo l’ora che arrivasse l’ora di scultura e materie plastiche per sporcarmi le mani con la creta e creare qualcosa di tridimensionale. Il punto è quindi sporcarsi le mani. Create e fatevi guidare dalla fantasia.

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