Tutto pronto per l’arrivo in sala dell’attesa versione live action di uno dei più amati classici Disney

L’attesa è finita. Dal 24 maggio il pubblico italiano potrà scoprire La Sirenetta in versione live action. Un titolo a lungo atteso, che rientra nel catalogo classici che la Disney sta facendo reinterpretare ad attori in carne ed ossa.

Questa versione de La Sirenetta arriva in sala ora, ma se ne è iniziato a parlare con lungo anticipo per la scelta di affidare a un’interprete afroamericana, Halle Bailey, il ruolo di Ariel.

Al di là delle polemiche, che ormai possiamo definire ricorrenti quando viene inserito un elemento diverso nella narrazione di una storia che si vorrebbe da qualche parte imbalsamata al rispetto filologico dell’originale (ma quando mai nella storia del cinema questo è stato fatto?!), l’arrivo in sala de La Sirenetta live action è atteso anche per molti altri più validi motivi.

Innanzitutto sarà la curiosità a trascinare il pubblico di tutte le età in sala per scoprire la versione 4.0 di un classico che strega ormai da diverse generazioni platee di giovanissimi e meno giovanissimi spettatori.

Il cast diretto da Bob Marshall inoltre è di prim’ordine, e ci sentiamo di citare qui, per poi parlarne meglio, solo la sempre carismatica presenza di Javier Bardem, che regala al Re Tritone tutta la sua debordante personalità.

Nel cast voci italiane invece, accanto a Simona Patitucci che nel classico Disney aveva doppiato Ariel e nella versione live action de La sirenetta di ritrova ora a prestare la sua voce alla diabolica Ursula che ha il volto, per una volta per niente pacioso, di Melissa McCarthy, troviamo le giovane  Yana_C (per le parti cantate) e Sara Labidi che danno le loro voci ad Ariel. Regala la sua voce a questa nuova versione de La Sirenetta anche Mahmood che diventa il simpatico e fedele granchio Sebastian.

La Sirenetta, Mahmood: “Fare Sebastian mi ha fatto sentire felice e anche responsabile”

Il musicista milanese, due volte vincitore del Festival di Sanremo, artista tra i più apprezzati della scena italiana e internazionale, ha raccontato così alla stampa le sue emozioni legate al doppiaggio del personaggio del granchio Sebastian in questa nuova versione de La Sirenetta.

“Per me questo è un cerchio del destino che si va a chiudere. Mia madre è sarda, e quando ero piccolo passavamo tutte le estati nella sua terra. Con i miei cugini stavamo sempre al mare,io adoravo il mare e ovviamente il cartone che ho amato di più nella mia infanzia è stato La Sirenetta”. Racconta Mahmood. “Quando è uscita la notizia che avrei doppiato Sebastian i miei cugini mi hanno mandato foto di noi sugli scogli ricordandomi che li costringevo a cantare le canzoni del film. Io sono ancora incredulo quindi che sia successa questa cosa. Ogni volta che esce un video con la mia voce su Sebastian è incredibile. Se mi avessero chiesto cosa avrei voluto fare da bambino, probabilmente avrei pensato a una cosa del genere”.

Ma come è stato per Mahmood diventare il granchio Sebastian?

“Non è stato facile, ci ho dovuto lavorare molto. Ho visto tante volte l’originale anche quando ero a Roma a registrare. Volevo fare questa cosa al meglio, anche perché in fondo, io sono Sebastian, mi sento molto come lui.” E ancora: “Sentivo anche la responsabilità di questo ruolo, volevo regalare ai nuovi spettatori le stesse emozioni che avevo avuto io godendomi il classico. Sono stato davvero felice di interpretare quello che considero il punto più alto della Disney, ma sono anche orgoglioso di partecipare a un cambiamento, per il modo in cui questa versione de La Sirenetta viene proposta. Questa esperienza l’ho vissuta in maniera felice ma anche sentendomi responsabile”.

Che differenze ha trovato Mahmood nel doppiare La Sirenetta rispetto a quello che fa di solito, per esempio cantare dal vivo?

“Sono due lavori completamente diversi. Doppiando devi dare voce a un personaggio che già c’è, in concerto devi partire da zero appoggiandoti ovviamente alle emozioni che ti manda il pubblico. Si può dire che c’è una magia diversa nelle due situazioni. Mi ricordo quando stavo a Roma a doppiare in cuffia, la frase usciva giusta non solo quando parlavo, ma quando l’accompagnavo con il corpo. Per me è stato come immagino sia recitare, anche se non ho mai recitato”

L’esperienza da doppiatore ti ha fatto venire voglia di sperimentarti anche come attore?

 “Adesso sono tanto concentrato sulla musica, sto chiudendo il nuovo disco e sono impegnato tutto il giorno in studio. Però io non mi precludo niente, quindi chissà, vedremo”.

Parlando di Sardegna, alcune scene del film sono girate proprio lì, che ne pensa?

 “Sono super orgoglioso perché tutte le estati in cui andavo in Sardegna io davvero nuotavo cercando Atlandide. Sono felice che abbiano scelto la Sardegna, che d’altronde è il mare più bello del mondo”.

Si è ispirato a qualche modello precedente, tra gli artisti che hanno lavorato per i film Disney?

“C’è una colonna sonora tra i classici a cui sono particolarmente legato, quella di Hercules con la voce di Alex Baroni”.

Il primissimo ricordo che Mahmood ha de La Sirenetta, quando l’ha visto da bambino qual è?

““La prima scena che mi viene in mente è quella dell’apertura dove cantano le sorelle di Ariel dirette da Sebastian. E mi rendo ora conto che Sebastian è forse il primo direttore d’orchestra che io abbia mia visto all’opera nella mia vita”.

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