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PIAF, ARTE E TORMENTI RACCONTATI DA “LA PETIT ROBE NOIR”

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UN TUBINO NERO

La petite robe noir, era il tubino nero che Edith Piaf indossava immancabilmente nelle sue apparizioni in scena. Il primo l’aveva confezionato lei stessa a maglia, quando era una cantante di strada. Qualcuno la scoprì e la portò ad esibirisi in un locale davanti ai signori della Parigi ‘bene’, spalancando a quella ragazzina minuta ed emaciata dalla fame, la strada che la portò poi a diventare un’icona.

Quel tubino nero era il look da cui la cantante non si allontanò mai. Ma ci fu tanto nero anche nell’esistenza di Edith Piaf, un’artista che ha segnato la storia della musica.

E una donna tormentata e fragile, con una vita che fu, nonostante il successo, dal primo giorno all’ultimo, sempre in salita.

LO SPETTACOLO

Al Teatro Trastevere in via Jacopa de Settesoli, il bel testo di Velia Viti e Annamaria Jacopini racconta questa figura enorme della cultura del novecento.

Si scava dietro l’artista e si narra le vicende sfortunate di una donna senza pace che scelse l’ arte per salvarsi.Ma non le bastò.

La sua voce, le sue canzoni, il suo stile hanno segnato la sua epoca e influenzato le successive. Ma il suo successo non riuscì mai ad alleviarle l’ inquietudine e a sollevarla da una vita segnata dal nero.

In scena due attrici: Annamaria Iacopini e Cristina Pensiero raccontano l’ incredibile biografia del passerotto di Francia. Rievocano lutti e dolori, incarnando amiche e confidenti, spiriti evocati dalla cantante, persa nella sua ossessione delle sedute spiritiche, durante cui cercava consiglio e consolazione nel buio, quell’ aldilà dov’era certa di ritrovare tanti suoi amori.

PIAF: UNA VITA STRAORDINARIA E TRAGICA

Dall’infanzia in un bordello di cui la nonna era tenutaria, al buio della cecità, fino ai grandi dolori dell’età adulta: la morte di una figlia di due anni e la perdita che non si perdonò mai del grande amore della vita. Dalla miseria più nera al successo planetario, passando per depressioni ed eccessi, fiumi di alcol, folla di scrocconi intorno e immensa solitudine dentro.

Una vita straordinaria, narrata in un un modo incisivo, moderno, secco.

Una palude di dolori, eventi e inquietudini, esplorata senza indugiare nella commiserazione della donna, ma mettendo in luce fragilità e confusioni di un’essere umano che, con indosso il suo abitino nero, affrontò il trionfo più grande e le sconfitte più irrimediabili.

INFO

La Petite Robe Noire di Velia Viti e Annamaria Iacopini per la regia di Velia Viti e con Annamaria Iacopini e Cristina Pensiero che ha curato anche le coreografie, in scena stasera 8 marzo al Teatro Trastevere, alle 21.

Da venerdì (ore 21) a domenica (ore 17) invece, spettacolo dedicato ad un’altra icona musicale del ‘900 dalla vita piena e tormentata:Mississipi Drunk, che racconterà la figura di Billie Holiday. Info:qui

 

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