magazzini mas allo statuto

I Magazzini MAS allo Statuto, per decenni tempio dell’abbigliamento popolare romano, chiuso nel 2017 diventa ora una fucina di talenti per l’alta moda. Davvero una parabola insospettabile ma che diventa realtà oggi con i 6700 metri quadrati degli storici locali che diventano la nuova sede dell’ Accademia Costume & Moda, fondata nel 1964 da Rosana Pistolese e che ogni anno sforna talenti che lavorano per i migliori brand della moda mondiale come Etro, Yves Saint Laurent, Versace, Max Mara, Giorgio Armani, Givenchy, Borbnese, Dolce & Gabbana. I lavori per la nuova sede dell’Accademia all’Esquilino sono iniziati lo scorso anno e oggi è previsto l’evento di inaugurazione, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore alla Moda e Grandi Eventi Alessandro Onorato, della presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi.

Magazzini Mas a piazza Vittorio, dal pop al lusso

Se a tutti coloro che hanno superato gli ‘anta’, il salto dalle tshirt e i calzini a pacchi, gli anfibi e i giubbotti militari, le vestaglie di tessuto non bene identificato all’ Accademia che forma i più raffinati creatori di moda di domani e da cui sono usciti, solo per citare due superstar, Frida Giannini e Alessandro Michele, possa sembrare un curioso salto, la verità è che anche il destino dei Magazzini Mas ha fatto dei giri immensi e poi è ritornato lì da dove era partito: il lusso!

Nascono infatti all’inizio del ‘900, a un certo punto diventano Magazzini Castelnuovo e sono un negozio all’avanguardia e anche abbastanza di lusso, come tutta la zona di piazza Vittorio. Anche i Magazzini Mas allo Statuto seguiranno poi la parabola del quartiere, quintessenza della Roma Umbertina, disseminato di portici, giardini, architetture eleganti volute dai neo arrivati piemontesi, che nei decenni è diventato tutt’altro, fino a raggiungere l’apice di quartiere-simbolo del degrado cittadino negli anni ’90. Oggi la riqualificazione dell’Esquilino ha ridato un volto umano al quartiere dove si sono moltiplicati anche luoghi piuttosto fighetti, ma che rimane un crogiolo multietnico molto più scomposto di quella sorta di città-giardino che immaginavano gli architetti nordici.

Mas allo Statuto ha resistito negli anni, e anzi la sua popolarità è diventata talmente grande, che la notizia della chiusura, più volte annunciata e infine arrivata nel 2017, ha gettato nello sconforto molti romani che in quel luogo, ‘I magazzini del Popolo’, come recitava un dei loro jingle, andavano per approvvigionarsi di abbigliamento in gran quantità e poca qualità, di costumi di carnevale, divise da lavoro, di biancheria per la casa di materiale non bene identificato, accompagnati da un sottofondo sonoro che spesso era all’insegna delle più crude sonorità house, e che non aiutava, volutamente crediamo, a mantenere la lucidità mentre si girava tra ceste da cui debordavano camice e canottiere, ma anche anfibi, cravatte e ogni altro pezzo di abbigliamente immaginabile. Da Masi si andava in realtà soprattutto per divertirsi e curiosare

Una vera cattedrale del trash in città, consacrata anche mediaticamente a tale ruolo grazie all’iconico spot con protagonista Pierino Alvaro Vitali, e al videoclip di Supercafone di Piotta.

E proprio negli stessi locali, da oggi  si formeranno e lavoreranno alacremente giovani e brillanti creativi, desiderosi di diventare i prossimi trend setter, guide illuminate dell’eleganza e del buongusto nello scintillante mondo dell’alta moda. La vita è strana. Anche quella dei luoghi.

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