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LA MADONNA DI RAFFAELLO NEL PAESAGGIO DEL FORO A ROMA

“Il quadro rappresenta una scena familiare collocata in un paesaggio storicamente importante come quello delle vestigia romane. Nel disegno preparatorio (la mostra ne espone una riproduzione in grande) si può osservare un paesaggio permeato dalla cultura fiorentina, fatto di colline ed alberi. Quando Raffaello si trasferì a Roma lasciò probabilmente incompiute alcune opere tra cui anche La Madonna Esterházy, poi dalla progettazione dell’opera alla sua realizzazione questo paesaggio cambiò. Sullo sfondo di questo dipinto infatti sono chiaramente rappresentate le rovine romane, in particolare i resti del Tempio di Vespasiano e della Torre dei Conti nel Foro Romano. Ci piace aver riportato qui quest’opera, perché siamo in un contesto non distante da quello dipinto da Raffaello sullo sfondo del quadro.” Una madonna di Raffaello che culla placida il suo bambino all’ombra di bellissime rovine del Foro Romano, viene in questi giorni esposta nella capitale per la prima volta.

Dal 31 gennaio all’8 aprile 2018 le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, nella sede di Palazzo Barberini, dedicano una mostra a La Madonna Esterházy di Raffaello, artista simbolo del Rinascimento. Abbiamo incontrato Cinzia Ammannato, la curatrice della mostra.

“Questa piccola mostra rientra nella nostra politica di scambi e strette collaborazioni con altri musei internazionali ma soprattutto vuole fare il focus su opere particolari provenienti dall’estero, offrendo ai visitatori anche un cambio di ritmo rispetto alla consueta visita al museo. Con questo piccolo percorso abbiamo scelto di mostrare una delle opere più interessanti e importanti del Rinascimento.”

E così, grazie a questa politica di scambi incrociati con musei italiani e stranieri promossa dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, mentre la Fornarina di Raffaello verrà ospitata alla mostra Raffaello e l’eco del mito (Bergamo, Accademia Carrara, 27 gennaio – 26 maggio 2018) la celebre Madonna Esterházy, proveniente dal Museo Nazionale di Belle Arti di Budapest, prenderà il suo posto nella sala di Palazzo Barberini.

“Siamo davvero contenti di aver iniziato questa collaborazione con il Museo Nazionale di Belle Arti di Budapest perché La Madonna Esterházy è un’opera che esce molto raramente dall’Ungheria. In questo importante prestito c’è anche un aspetto etico; fino ad autunno 2018 il Museo Nazionale di Budapest sarà chiuso per rinnovamento, quindi per realizzare questa mostra non abbiamo sottratto un dipinto alla collezione permanente ma, al contrario, abbiamo restituito al pubblico un’opera.

Il nome con cui è noto il dipinto deriva dalla famiglia che lo possedette fino alla prima metà dell’800 fin quando gran parte della loro ricca collezione passò allo Stato ungherese.”

A dispetto delle sue piccole dimensioni ( 29 cm x 21,5 cm), La Madonna Esterházy è considerata una delle opere più interessanti e significative della produzione raffaellesca. Nel 1983 il dipinto fu poi anche rubato subendo danni importanti e in seguito recuperato in un monastero greco. Prima di essere restituito al pubblico dovette subire lavori di restauro importanti.

L’opera, datata intorno al 1508, testimonia proprio il passaggio artistico di Raffaello dal periodo fiorentino a quello romano. Inoltre, proprio in quell’anno a Roma si aprivano i cantieri per le decorazioni del nuovo Vaticano: la Volta della Cappella Sistina e le Stanze degli appartamenti papali.

“La Madonna Esterházy è un quadro straordinario perché segna il momento del passaggio di Raffaello da Firenze a Roma. Raffaello arrivò a Roma nel 1508, a 25 anni, chiamato per rinnovare insieme ad altri eminenti artisti, storici, architetti e letterati, l’immagine del Vaticano. Il Papa voleva dare un segno di sé nel mondo e quello fu un periodo molto dinamico ed effervescente per l’artista. La Madonna Esterházy, oltre ad essere un dipinto importante per la storia della pittura nazionale ed internazionale, esprime quanto Raffaello fosse rimasto impressionato dal cantiere romano e l’importanza di quel momento nella sua vita artistica.” spiega la dottoressa Cinzia Ammannato.

Accanto a La Madonna Esterházy è esposta anche la Madonna Hertz di Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, figura di spicco della sua bottega, e altre due opere provenienti dalle Gallerie Nazionali, simili per formato e ambientazione.

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