l'amica geniale storia del nuovo cognome

Tornano prima al cinema e poi in tv Lila e Lenù le due amiche create di Elena Ferrante protagoniste della seconda serie tratta dai suoi libri: L’Amica Geniale – Storia del nuovo cognome

Le abbiamo lasciate a metà tra spavento e speranza, mentre salutavano con rabbia un’infanzia perlopiù ingrata. Le ritroviamo due tumultuose adolescenti, al centro di quel fermento che è la gioventù. Lila e Lenù, le due “figlie” di Elena Ferrante e protagoniste della saga de “L’amica geniale”, tornano in prima visione mondiale su Rai1 il 10 febbraio alle 21.25.

La seconda serie, composta di 8 episodi, andrà in onda nel corso di quattro serate evento. Mentre chi proprio non riuscisse ad aspettare potrà godersi le prime due puntate al cinema dal 27 al 29 gennaio, distribuite da Nexo Digital.

Dopo i fenomenali risultati dello scorso anno – 7 milioni di telespettatori, 5 milioni di streaming views su RaiPlay e oltre 20 nei 144 paesi in cui la serie è arrivata – “L’Amica Geniale -Storia del nuovo cognome” punta a soddisfare il suo pubblico internazionale con un budget che supera i 40 milioni di euro. Oltre 200 persone dietro le quinte, 125 attori e quasi 10 mila comparse e tre mesi di lavoro per costruire le 15 palazzine che compongono il rione in cui la storia è ambientata, rendono questa produzione Rai Fiction con HBO una delle più importanti degli ultimi tempi.

“Mi sembra di tornare in famiglia di fronte a questo prodotto – ha ammesso con emozione Stefano Coletta, neo-direttore di Rai1 – questa è la Rai che mi piace, quella che riesce a portare nel racconto popolare la maggiore qualità possibile”.

Ma non è soltanto la produzione ad aver attraversato un cambiamento. In questa serie Elena (Margherita Mazzucco) e Lila (Gaia Girace) affrontano il secondo vero scossone della loro amicizia, dopo l’obbligatoria rinuncia della seconda allo studio. Un trauma che ne dividerà le strade per lungo tempo e che darà all’una un’occasione per brillare, all’altra una per riflettere.

La serie si apre con Lila e Stefano Carracci in viaggio di nozze ad Amalfi. La ragazza ha appena scoperto che suo marito non è impeccabile come sembrava, da lì una spirale di silenzi e violenza caratterizzerà il loro rapporto per tutta la serie. In suo aiuto corre Elena che, dubbiosa sui propri risultati scolastici, si impone si salvare l’amica dalla solitudine e sé stessa dalla vuotezza della vita di rione.

Per la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, si tratta di uno “scandaglio affascinante nel femminile”: “Due facce della stessa femminilità, l’una il controluce dell’altra, nell’intreccio che le coinvolge nello stesso reticolo di relazioni e sentimenti”.

Fulcro e frattura dell’intera stagione sono gli episodi 4 e 5, girati a Ischia, dove Lenù accompagna Lila per delle cure propiziatorie alla maternità. Saverio Costanzo, abile mano dietro la prima serie, cede per queste puntate la regia ad Alba Rohrwacher, cui è affidato il compito di raccontare il trauma che separerà le due amiche, legato alla figura del fascinoso Nino Sarratore.

Solo al suo ritorno dall’isola Elena troverà il coraggio di fare qualcosa per distanziarsi concretamente dal rione e di conseguenza anche dalla figura potente e ingombrante di Lila, spiegando le ali verso Pisa e il suo futuro di scrittrice. Di contorno l’Italia degli anni Sessanta, in cui con i soldi cresce la rabbia sociale e la voglia di sconvolgere l’ordine costituito.

“Gli scambi con il mondo esterno aumentano – secondo il regista Costanzo – e questo mischia le carte, le inquadrature seguono le ragazze, si spezzano e si ricompongono. Al ritorno di Elena, anche chi guarda troverà tutto uguale eppure tutto diverso”.

“Con gli episodi di Ischia c’era bisogno di una rottura”, racconta Rohrwacher, spiegando quanto sia stata entusiasta di ereditare il lavoro di Costanzo. “Anche approcciandomi a Gaia e Margherita abbiamo trovato insieme nuovi spunti per ricreare la stessa sensazione anche sullo schermo”.

Due attrici profondamente innamorate dei propri personaggi, che difendono anche dalle decisioni sbagliate. Come Margherita che, di fronte alla regista che chiedeva un sorriso malizioso parlando di Nino, l’ha stupita con un: “Ma Lenù non lo farebbe mai”.

Oppure come Gaia, che alla richiesta di una critica verso la sua Lila redarguisce tutti: “Non credo che si debba mai giudicare il proprio personaggio”. Le due giovani protagoniste raccontano quanto è cambiata la loro vita impersonando le due “amiche nemiche” più famose del momento.

“Recitare mi ha fatto scoprire l’istinto e la libertà, superando i miei limiti – ammette Margherita – Sono cresciuta e maturata insieme a Elena e ho sentito su di me tutti i suoi dubbi e dolori”. Così anche Gaia, che con la sua Lila in questa stagione affronta il tema della violenza domestica.

“Quando recito – racconta Girace – io sono lei. Girare le scene in cui Stefano approfitta di Lila per è stato un vero peso emotivo, affrontavo ogni ciak con le sofferenze che sentivo in lei: la delusione, il dolore e quella rabbia che non si spegne”.

“Abbiamo un pubblico molto giovane – aggiunge Andreatta – e vogliamo che da questa storia rilevino ogni spunto”: la cultura che emancipa Elena, il ruolo centrale delle donne e anche lo scandalo che è la violenza che porta alla ribellione di Lila.

Agrodolce e riflessiva, “L’Amica Geniale – Storia del nuovo cognome” è pronta a commuovere ma anche a incitare. Una stagione in cui nessuno ha ragione, ma tutti vogliono averla. Umane fino in fondo, Lila e Lenù parleranno ancora di noi.

1 COMMENT

  1. La tua descrizione mi invoglia ancora di più a vedere questa serie di cui mi sono innamorata sin dalla prima puntata!

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