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Krizia, la pioniera del grande pret-a-porter made in Italy

krizia

E’ stata la prima di quegli alfieri del made in Italy che da Milano conquistarono il mondo grazie a creatività, sapienza artigiana e duro lavoro.

Krizia nasce Mariuccia Mandelli nel 1925 a Bergamo. Sin da bambina impara a tagliare e cucire e uno dei suoi giochi preferiti è quello di vestire le sue bambole.

E’ una brillante studentessa, ama leggere e, per mantenersi agli studi, vince un posto da maestra e si dedica all’insegnamento.

Inizia a farsi strada nel mondo della moda a fine anni ’50. Si è trasferita a Milano e ha aperto con un’amica un piccolo laboratorio di sartoria. A scoprirne il talento è una fotografa che pubblica gli scatti dei suoi abiti sulla rivista Grazia.

La prima sfilata è a Firenze nel 1957. Nella stessa città avrà il suo vero trampolino di lancio qualche anno dopo. I suoi abiti sfileranno a Palazzo Pitti e lei vincerà il premio “critica della moda”.

In quegli anni Krizia produce capi freschi, giovani. Ama il contrasto tra bianco e nero ed è tra le prime in Italia a osare minigonne e hot pants.

A fine degli anni ’60 sposa il marito, Aldo Pinto, che le rimarrà accanto tutta la vita.

Krizia è la prima, in ordine di tempo, dei nomi del made in Italy e del pret-a-porter. E’ la prima a interessarsi a questi tipo di moda e a regalargli una qualità e un tasso di creatività che non si era mai visto.

E’ anche la prima che rende Milano un centro vitale e interessante del settore moda. Ancora è la prima a coniugare genio stilistico e visione imprenditoriale intuendo tutte le potenzialità del business delle licenze e marchiando con la sua K oltre ai vestiti, occhiali, borse, profumi, e addirittura un resort ai Caraibi, il K club.

Gli anni a ’70 e ’80 sono quelli dell’esplosione della sua creatività che trova la sua traccia inconfondibile nei suoi iconici e vitalissimi animali. Colorati, ironici, surreali, potenti, li stamperà su maglie, vestiti e accessori. Le sue tigri, i suoi leoni, le sue pantere, popolano il mondo di Krizia e diventano simbolo del suo inconfondibile stile ,esportato in ogni angolo della terra.

Nel 1988 insieme ai colleghi Valentino, Ferre’, Versace e Armani riceverà l’onorificenza di commendatrice dal Presidente della Repubblica Cossiga.

Protagonista della Milano da bere, neanche Krizia sfugge negli anni ’90 alla bufera che si abbatte sulla città con Tangentopoli. Verrà poi scagionata da ogni accusa.

Nei primi anni 2000 nonostante l’età, continua a guardare al futuro e collabora con giovani talenti che diventeranno, di lì a poco, importanti nomi della moda. Ha scoperto giovani come Hamish Morrow, Giambattista Valli e Gianluca Capannolo.

 Grande stilista e ancor più grande imprenditrice, Krizia si accorge che il mondo della moda è cambiato. Per dare una chance alla sua K prende una decisione inevitabile.

 Il suo marchio nel 2014 segue il destino di altri grandi marchi italiani e viene ceduto ai cinesi  di Shenzen Marisfrolg Fashion.

Un anno dopo, Krizia muore, colta da malore nella sua casa di Milano.

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