jojo rabbit

Per Il Film della Settimana oggi vi raccontiamo Jojo Rabbit, il film candidato all’Oscar, che racconta il nazismo attraverso lo sguardo innocente di un adolescente e una gran dose di humor nero

“Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira antiodio” così il regista neozeandese Taika Waititi descrive il suo JoJo Rabbit di cui è anche interprete incarnando un buffonesco Adolf Hitler.

Il film, in uscita oggi nelle sale italiane è una commedia nera che racconta il nazismo visto dagli occhi e vissuto sulla pelle di un adolescente (Jojo), perfettamente inquadrato nella gioventù hitleriana e grande sostenitore del regime in cui il destino l’ha fatto nascere e crescere.

Un punto di vista non nuovo, nella narrazione degli anni cupi della Germania, che però in questa pellicola è rinfrescato da una comicità sferzante, a volte grottesca.

La storia è ambientata sull’orlo della fine del nazismo, nella Germania del 1945 in cui Jo Jo vive coltivando i suoi miti, e combatte le sfide dell’adolescenza grazie ai consigli di un ‘amico immaginario’ che altri non è se non il Fuhrer.

Intorno a lui tutto il mondo si muove immerso in un’immane tragedia. Jojo scopre che la madre (interpretata da Scarlett Johansonn) nasconde in soffitta una ragazzina ebrea cosa di cui, ovviamente, Jo Jo prima si indigna, poi, attraverso un percorso pseudo sentimentale e ad ulteriori drammi lo porterà a guardare in faccia la realtà, a vedersi crollare i suoi miti, e alla fine dell’età dell’innocenza.

Tutta la storia, nonostante i risvolti inevitabilmente drammatici è raccontata con il ritmo di una commedia travolgente e spassosa e dev’essere stato proprio questo tone of voice a incantare l’Academy che ha premiato il film di Waititi con ben 6 candidature ai prossimi Oscar, tra le quali la più prestigiosa, quella per il miglior film.

Vedremo da oggi se Jojo Rabbit saprà conquistarsi anche il pubblico italiano.

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