Jessica Chanstain

Trucco coloratissimo e stratificatissimo, cotonature e parrucche, ciglia scolpitissime a ‘zampa di ragno’, pellicce, gioielleria vistosa, paillettes, spalline.

No, non è una mostra al museo degli orrori, ma il look sotto cui viene sepolta un’irriconoscibile Jessica Chainstain per incarnare Tammy Faye e raccontarne la vita nel film che apre la sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Tammy Faye e Jessica Chanstain, due donne agli antipodi

Un’altra bella prova dell’attrice californiana che arriva all’Auditorium in un sobrio completo blu elettrico, le chiome rosse sciolte liberamente sulle spalle e un impercettibile filo di trucco.

Jessica Chanstain e Tammy Faye sono due donne che più diverse l’una dall’altra non si potrebbe.

Eppure, la meraviglia del lavoro degli attori è proprio questo loro potersi trasformare e vivere vite altrui. E più la vita è lontana dalla propria, più rappresenta una sfida. L’importante è accogliere il proprio personaggio, sospendendo il giudizio per immergersi solo nella sua esperienza esistenziale.

Ce lo conferma Jessica Chanstain quando racconta della sua Tammy Faye e di come è riuscita a calarsi in quei panni ingombranti, sotto tutti i punti di vista.

Non la giudico, credo che lei  fosse sincera nella sua fede. Che credesse davvero che quello che sentiva dentro fosse il messaggio di Dio”.

La vera storia di Tammy Faye

Perché, non l’abbiamo ancora detto, ma la storia di Tammy Faye è una storia vera. Una storia di fede, ma anche e soprattutto di truffe, di scandali, di un successo planetario a cui seguì una rovinosa caduta.

La stessa protagonista, quando le si chiede cosa sapeva, prima di interpretarla, della storia di questa donna discussa dice:

“Prima di iniziare a lavorare al film, di Tammy Faye conoscevo solo gli scandali, ciò che avevano scritto i giornali su di lei e sul marito”.

Si, perché la storia vera di Tammy Faye è in realtà la storia vera di Tammy Faye e Jim Bakker, incontrato in una scuola per predicatori, e sposato nel 1961.

La coppia diventerà nel giro di pochi anni, una vera potenza mediatica ed economica, sfruttando tutto il potenziale della nascente televisione, partendo da un’emittente locale, per fondare il più grande network cristiano che negli anni ’80, grazie al satellite, raggiungeva il pubblico di cinque continenti.

Un’impresa che divenne un impero finanziario. Non solo tv, ma anche un complesso residenziale, una sorta di Disneyland cristiana. E poi, gli intrecci e la frequentazione con il potere ( che il film accenna soltanto).

Un impero distrutto quando i fondatori vengono travolti da scandali finanziari e sessuali, che li lasciano senza più nulla. Jim Bakker finisce in prigione, Tammy Faye invece, dopo la caduta, prova a risalire, lentamente, la china.

Una donna ‘senza confini’

Una donna complessa e veramente piena di sfaccettature diverse che l’interpretazione di Jessica Chanstain riesce comunque a restituire.

Una donna che il marito accusa di sfrenata avidità, che potrebbe essere definita delirante, ma che invece viene raccontata, oltre che sotto questi aspetti, anche attraverso il suo duro background e la sua continua lotta per il riscatto.

Spiega la sua interprete: “Era cresciuta in un ambiente conservatore e bigotto. Quando i suoi genitori si separarono diventò l’incarnazione della vergogna. Non si sentiva amata e voleva che tutti avessero amore proprio perché lei non l’aveva avuto”.

E se le si chiede invece, qualcosa di positivo che ha scoperto mettendosi nei panni di questa donna, Jessica Chanstain, le riconosce almeno una qualità.

“Ho amato la sua apertura al mondo, il suo modo di essere accogliente con gli altri esseri umani. A un certo punto si capisce che la sua risata può trasformarsi velocemente in lacrime. Non aveva barriere né confini”.

Tua City Mag vi racconta la Festa del Cinema di Roma in collaborazione con:

Sanitaria Ortopedia Monti di Creta,

Stil Novo Club Roma,

ASD Hvallo Martignano

Monica Micò Consulente d’Immagine e Personal Shopper

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