Jasmine Trinca, premiata al Festival de Cinema francese a Roma
La Storia, Jasmine Trinca (Ufficio Stampa)

Classe 1984, testaccina da generazioni, Jasmine Trinca è una delle attrici più premiate del cinema italiano. La stiamo vedendo in questi giorni in tv con uno dei suoi ruoli più importanti, quello di Ida Ramundo, nella fiction ispirata a La Storia, il capolavoro di Elsa Morante. Scopriamo di più su questa bravissima attrice romana.

Jasmine Trinca, vita privata: la figlia Elsa, la famiglia, il legame con Roma e con Testaccio

Jasmine Trinca è un’attrice di talento e stimata, che proprio per questo concentra le sue energie sul set, ma nelle poche interviste rilasciate è anche una donna capace di essere diretta e sincera e raccontare molto di sè, anche della sua vita privata e famigliare.

40 anni da compiere a fine aprile, Jasmine Trinca è nata a Roma, a Testaccio, il quartiere dove la sua famiglia paterna è conosciuta perché per generazioni ha avuto il banco di pesce al mercato rionale. La nonna Rosa, oggi novantenne, ha portato avanti questo mestiere fino a poco tempo fa, ma la tradizione si è interrotta con Jasmine che, sin da giovanissima ha incontrato il cinema e non l’ha più lasciato.

Aveva diciottanni quando Nanni Moretti, in cerca di una ragazza per il ruolo di sua figlia ne La Stanza del Figlio, in uno dei suoi giri per licei romani la notò al Liceo Virgilio. Da quel primo ruolo, il percorso di Jasmine Trinca non si è mai interrotto, e le ha regalato successi e soddisfazioni.

Una carriera brillante, che difficilmente avrebbe forse immaginato avendo dovuto affrontare un’infanzia complicata, con la morte del padre, a soli 27 anni, quando Jasmine Trinca era piccolissima, e cresciuta con una madre fortissima che l’ha tirata su a forza di volontà e lavori precari in un quartiere popolare come Testaccio che è quello in cui ancora oggi vive l’attrice. Il legame con il quartiere lo ha voluto ribadire anche in occasione del suo ruolo da protagonista ne La Storia di Elsa Morante, testaccina pure lei, a cui la lega un grande affetto, ma anche il fatto di aver vissuto per molti anni nel palazzo davanti a quello in cui ha vissuto la scrittrice, in via Amerigo Vespucci. Un legame talmente forte che, quando nel 2009 Jasmine Trinca diventa mamma di una bambina, la vuole chiamare Elsa, proprio in omaggio alla sua scrittrice preferita.

Le passioni di Jasmine Trinca: l’archeologia, Roma, il basket, la politica

Il padre di sua figlia si chiama Antonio Piarulli e l’attrice l’aveva conosciuto quando studiava all’Università La Sapienza archeologia. Una laurea mai arrivata e, dice lei, un rimpianto. Anche in quella scelta c’entrava Roma. Jasmine Trinca ha infatti raccontato di avere avuto il sogno di diventare antichista per la passione risvegliata al liceo da un professore che semplicemente portava a passeggio i suoi alunni per la città, facendo loro notare immersi in quanta storia e bellezza avevano la fortuna di crescere.

Tra le altre passioni di Jasmine Trinca, oltre al cinema ovviamente, a leggere le sue interviste, rientrano il basket, che da ragazza ha praticato come fosse un’ossessione, ma anche l’impegno politico in senso ampio, una certa visione del mondo fatta di accoglienza e allargamento dei confini fisici e mentali delle norme che li costringono.

I film più belli: da Nanni Moretti a La Meglio Gioventù fino a La Storia

Scoperta da Nanni Moretti quando ancora era impegnata sui banchi del Virgilio, Jasmine Trinca esordisce sul grande schermo grazie al regista monteverdino nel 2001. La Stanza del Figlio è il suo primo film e il ruolo è già piuttosto complesso, visto che interpreta la figlia adolescente “superstite” in una famiglia straziata dal dolore. La sua interpretazione è talmente convincente da farla subito notare da pubblico e critica.

Altro personaggio incredibile, ed indimenticabile arriva nel 2004, quando si cala nei panni problematici della giovane e tormentata Giorgia ne La Meglio Gioventùdi Marco Tullio Giordana, un ruolo forte e commovente, che le vale, insieme al resto del nutritissimo cast del film corale, il primo Nastro d’argento della sua carriera.

A quel punto la vogliono tutti. Michele Placido le affida il personaggio di Roberta nel film tratto dal libro Romanzo Criminale. Giovanni Veronesi la chiama per Manuale d’Amore. Nanni Moretti la rivuole sul set nel ruolo di una regista nel film Il Caimano mentre Riccardo Milani la chiama per Piano Solo.

Nel 2017 arriva la sua popolana romana, combattiva e bersagliata dalla vita, Fortunata, mentre l’anno dopo è chiamata a calarsi nei panni pesanti e dolorosi di Ilaria Cucchi in Sulla mia pelle.

Nel frattempo Jasmine Trinca decide di mettersi alla prova anche dietro la macchina da presa e realizza Marcel! raccontando di sé, della sua infanzia e di nuovo, anche del suo quartiere.

E arriviamo a oggi, al ruolo, gigantesco di Ida Ramundo, la protagonista di una delle più importanti opere letterarie del ‘900, La Storia di Elsa Morante. A volerla in quei panni è Francesca Archibugi per una fiction che già al suo esordio ha ottenuto molti consensi.

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