italiani green

Un sondaggio di Ipsos rivela che gli italiani sono sempre più green. Si informano di più e sono sempre più interessati alle tematiche ambientali

Gli italiani sono sempre più green e attenti all’ambiente. A confermarlo è un sondaggio Ipsos realizzato per Il Corriere della Sera e da cui è emerso un dato interessante: il 50% degli intervistati ritiene che una maggiore protezione dell’ambiente dipenda da comportamenti individuali.
Sono quindi le azioni dei singoli prima, e della collettività po,i a mettere in moto quella forza che innesca il cambio di rotta decisivo. A testimoniarlo sono le percentuali emerse dal sondaggio che fanno pensare che gli italiani siano sempre più green e che riguardano l’adozione delle buone pratiche che possono migliorare lo stato delle cose.

Tra queste buone pratiche svettano: fare la raccolta differenziata (67%) o ridurre gli sprechi alimentari (78%), dell’acqua (76%) e del riscaldamento (68%).
Un po’ meno positivi sono invece i dati relativi alla mobilità dai quali è emerso che bicicletta e mezzi pubblici, le alternative più sostenibili rispetto all’auto, sono poco se non per nulla utilizzati.
La percentuale si attesterebbe infatti attorno al 35%.
Cresce comunque negli italiani la sensibilità green.

È a partire dal 2018 che in tema di sostenibilità si è andati incontro ad un’inversione di tendenza, quando una ragazzina di soli 16 anni di nome Greta Thunberg ha deciso di prendere in mano la situazione e cambiare le sorti del pianeta, dando un segnale forte: saltare la scuola ogni venerdì per fare un sit-in pacifico di fronte al Parlamento Svedese, mostrando un cartellone con la scritta “Sciopero scolastico per il clima”. Quella che agli occhi dei grandi era soltanto un’adolescente piena di sogni e speranze è riuscita invece a catalizzare l’attenzione dei media e del mondo innescando un potente
cambiamento, un movimento di protesta internazionale ridenominato Fridays For Future. Da quel giorno sono cambiate molte cose. Sono stati tanti i ragazzi scesi in piazza per mostrare tutta la loro solidarietà alla causa della Thunberg.
Non è forse un caso che un altro momento cruciale per l’ambiente e il futuro del nostro Paese sarà, ancora una volta, un venerdì. Il 24 gennaio prossimo verrà presentato il Manifesto di Assisi. Ideato dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento di Assisi, si tratta del primo decalogo culturale ed internazionale che intende promuovere un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica.
Questo intento emerge chiaramente sin dalle prime pagine del documento:

“Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo e soprattutto la partecipazione deicittadini”.


Nel corso di queste settimane ha raccolto l’adesione di oltre 1.600 esponenti di ambiti diversificati, dall’economia alla cultura, dalle istituzioni ai mondi associativi, alle amministrazioni locali. Non vuole essere un libro dei sogni, ma un impegno concreto dei firmatari a contribuire, ciascuno nel proprio ambito, al miglioramento sociale e ambientale del nostro Paese.
Una chiamata all’azione quindi che chiede a tutti, nessuno escluso, il proprio contributo a partire da una presa di responsabilità di cui ciascuno deve farsi carico e che, a poco a poco, si sta instillando nelle menti delle persone, come dimostra il dato del sondaggio che segnala una preoccupazione crescente degli italiani relativa ai temi green, +16%, per i problemi ambientali.

Secondo l’82% degli italiani comportamenti più sostenibili gioverebbero non soltanto al nostro ecosistema, ma anche all’economia del Paese. Un primo passo per far sì che ciò diventi realtà è l’educazione alla sostenibilità e al consumo consapevole. Una necessità che diventa impellente sin
da subito, quando il singolo va educato ad affrontare i problemi ambientali non come un qualcosa di presente, ma come una pericolosa eredità che può essere lasciata alle future generazioni.
Problematiche come inquinamento, gestione dei rifiuti, riduzione dei gas serra possono trovare una soluzione concreta soltanto attraverso l’adozione di comportamenti più consapevoli, come la riduzione dei consumi, laddove non necessari, e degli sprechi laddove possibile. Soltanto così sarà possibile creare un futuro migliore rispetto al presente che stiamo vivendo.

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