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Processo Cucchi: Arma e Ministero parte civile

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Ilaria Cucchi Foto © Archivio Italfoto/TuaCityMag

L’arma dei carabinieri, il sindacato e i ministeri di Interno e Difesa, si costituiscono parte civile nell’ambito del processo Cucchi bis, contro otto carabinieri a giudizio per falso e depistaggio.

“Il presidente del consiglio Conte, il ministro della difesa Trenta con il generale Nistri per l’Arma dei Caraninieri e il ministro dell’interno Salvini si sono costituiti affianco a noi oggi parte civile nel processo (Cucchi bis) contro i responsabili dei gravissimi depistaggi con parole durissime nei loro confronti chiedendone la condanna e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 120mila euro.”

E’ successo. Come anticipato da una lettera alla famiglia del generale dell’ Arma, Giovanni Nistri, i Carabinieri hanno scelto di appoggiare la battaglia di Ilaria Cucchi.

E’ la stessa sorella di Stefano ad annunciarlo, dalla sua pagina facebook. L’Arma dei Carabinieri, i ministeri di Difesa e Interno, e anche il sindacato dell’Arma, e Riccardo Casamassima, testimone chiave, hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo Cucchi bis.

Contro gli otto militari accusati di falso e depistaggi dunque si schierano, finalmente, anche le istituzioni.

“E’ stato un momento estremamente significativo”, ha commentato Ilaria Cucchi, “Abbiamo al nostro fianco l’Arma dei Carabinieri, che si schiera così dalla parte della verità. E abbiamo insieme a noi, addirittura il sindacato dell’Arma, noi che, durante i processi, siamo abituati a vederceli contro, una cosa importantissima.”

E aggiunge, su Facebook:

” Lo dedico al Sap (il sindacato polizia penitenziaria), all’onorevole Tonelli e a chi sostiene che Tedesco era dalla parte sbagliata.”

La decennale vicenda giudiziaria legata alla mostre di Stefano Cucchi, fermato per detenzione di stupefacenti e deceduto all’Ospedale Pertini nell’ottobre del 2009, ha visto un atteggiamento altalenante da parte degli stessi soggetti che oggi, nel processo bis, incentrato sui depistaggi che avrebbero compromesso l’esito del processo principale, prendono finalmente una posizione netta.

“Dieci anni sono tanti,” commenta Ilaria, “se mi guardo indietro non posso non pensare a tutto ciò che abbiamo dovuto subire, a causa di quello che è al centro id questo processo: i depistaggi. Una cosa intollerabile e lo penso non solo come vittima diretta, non solo come sorella di Stefano, ma come cittadina.”

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