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#Ioogginontiscuso, lo sfogo di una lavoratrice di un supermercato diventa virale e racconta dal punto di vista di una categoria a rischio, i giorni difficili del coronavirus

#Ioogginontiscuso è lo sfogo social diventato virale, di una lavoratrice di un supermercato, che racconta l’emergenza coronavirus e il comportamento delle persone, visti dall’ottica di una commessa costretta al suo posto di lavoro per assicurare la possibilità a tutti di procurarsi da mangiare. Uno sfogo che ha fatto velocemente il giro del web, condiviso sulle bacheche di centinaia di commessi italiani e non solo. I motivi sono chiari: l’autrice racconta questi giorni difficili dal punto di vista ancora poco raccontato, quello di chi si trova a combattere sul campo. Eh si, perchè a portare avanti la battaglia del paese contro il virus non sono solo gli eroi in corsia, che sono in prima linea ,di certo esposti a rischi altissimi, e che con grande senso del dovere si stanno spendendo con tutte le loro forze per sconfiggere il nemico invisibile e spaventoso. Dietro di loro, a combattere in questi giorni ci sono anche altre categorie di lavoratori, impegnati in quelle attività definite essenziali dai decreti governativi, e che non si possono svolgere in smartworking. Lavoratori esposti a rischi e che ogni giorno permettono a chi è al sicuro a lavorare a casa, di provvedere alle necessità più impellenti, come quelle di mettere il cibo in tavola. Ma cosa pensano questi lavoratori a rischio quando vedono i clienti prendere un pò troppo alla leggera le restrizioni vigenti? C’è chi va a fare la spesa due volte al giorno comprando solo una piccola quantità di cibo, per poi ripresentarsi il giorno dopo, c’è chi, pensa di esser furbo ricongiungendosi con il coniuge all’interno del negozio dopo aver fatto la fila da singolo, c’è chi continua a brontolare se gli si fa notare che esistono misure di sicurezza che vanno rispettate rigidamente, per l’incolumità di tutti. E via elencando. #Ioogginontiscuso è uno sfogo che dovrebbero leggere tutti, e in molti lo faranno, visto che la lettera aperta è diventata rapidamente virale, gettando una luce inedita sui giorni che stiamo vivendo.

Buona sera, mi scusi….No, “GENTILE CLIENTE” , io oggi non ti scuso….Non ti scuso perchè è la seconda volta che ti vedo in due ore, prima per una birra, poi per un sacchetto di patatine.Non ti scuso perchè vuoi perchè sei ignorante, o vuoi perchè pensi di essere furbo, non ti fai chiarezza su due semplici frasi…”state a casa” “uscite solo per le emergenze”.Non ti scuso perchè pensi di essere un genio del crimine, quando in negozio ti ricongiungi con la tua metà che avevi finto di non conoscere quando eravate in fila…Non ti scuso quando mi dici che dovremmo muoverci di più in cassa perchè non è giusto aspettare un ora fuori dal negozio per una birra…Non ti scuso quando  vieni a fare il reso del latte intero perché tua moglie ti aveva detto di prendere quello scremato…in qualsiasi altro momento di storico della mia carriera mi sarei anche fatta una risata…ma oggi no…Non ti scuso perche ancora non hai capito che devi starmi lontano quando mi chiedi dove sono le uova…Non ti scuso perchè, prima di essere un modestissima commessa (e come pensi tu, al tuo servizio), sono un madre, una figlia, una compagna, una zia, un amica…e per causa tua, e di quelli come te, potrei portarmi la morte in casa, perché tu devi sentirti sopra la legge, devi uscire di casa e usare il supermercato come valvola di sfogo…P.S. il lievito e la farina sono finiti, mi dispiace….anzi no…non mi dispiace affatto…#ioogginontiscuso

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