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“IO OBBIETTO”:LO SPETTACOLO CHE RACCONTA CHE DI OBIEZIONE SI PUÒ MORIRE

canitano

Andrà in scena in prima nazionale il 9 ed il 10 febbraio 2018 sul palco del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, lo spettacolo Io Obietto, pièce teatrale scritta dalla ginecologa romana ed attivista per i diritti delle donne e della salute femminile Elisabetta Canitano.

L’Opera, ispirata alla vicenda di Valentina Milluzzo, la giovane siciliana morta di setticemia al quinto mese di gravidanza, nell’ottobre del 2016,nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale pubblico Cannizzaro di Catania, ha come obiettivo quello di denunciare come la presenza della sanità religiosa negli ospedali pubblici possa mettere in pericolo la salute delle donne in nome dei principi religiosi.

Secondo la testimonianza dei familiari, infatti, Valentina sarebbe morta a causa del mancato intervento del medico obiettore che avrebbe rifiutato di praticare l’aborto terapeutico in quanto ancora era presente il battito dei due feti, anteponendo così la propria scelta, basata sulla fede, alle cure per salvare la vita della donna.

Dopo il debutto romano, la squadra tutta al femminile di Io Obietto, composta da Gaia Insenga, Daniela Giordano Castorina, Laura Nardi, Gemma Carbone e la Dott.ssa Canitano vuole portare il proprio messaggio di denuncia in altri teatri d’Italia, ma per continuare nella propri missione ha bisogno di sostegno per ottenere i finanziamenti stanziati dai Parlamentari di Sinistra Italiana.

Per aiutare Io Obietto ad ottenere i fondi, è possibile votare il Progetto n.18 sulla piattaforma online Commo.org nella categoria Forza Plus, fino al 3 dicembre.

Elisabetta Canitano, ginecologa presso la Asl RMD, è Presidente dell’Associazione Vita di Donna e socia fondatrice dell’Associazione Differenza Donna che si occupa delle Case antiviolenza. Collabora nell’assistenza alle donne vittime di violenza.

T.L.

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