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L’incredibile storia dell’isola delle rose, una storia di utopia dagli anni ’60

Elio Germano, il protagonista, in conferenza stampa, ci dà un ottimo motivo per vedere “L’incredibile storia dell’isola delle rose”. Il nuovo film di Sidney Sibilla, targato Netflix, è disponibile da oggi in streaming sulla piattaforma. Racconta un’incredibile storia che arriva dalla provincia italiana degli anni ’60. Ed ecco come Elio Germano ci convince a vedere il film:

“Per preparare “L’incredibile storia dell’isola delle rose” ho parlato con chi aveva vissuto quell’avventura.Una delle cose che mi ha colpito di più parlando con i ‘reduci’, è stata l’impressione che all’epoca ci fosse una vera gara ‘a chi la faceva più strana’. Mi ha molto colpito pensando al clima di omologazione di oggi. La gara ora è a prendere più like e dunque ad essere più possibile come ci vogliono gli altri. La gara a essere più strambi di tutti è stata il vero motore dell’impresa dell’ingenger Rosa. Era l’idea di poter fare una cosa da soli molto grande”.

“L’incredibile storia dell’isola delle rose” racconta l’impresa (vera) di Giorgio Rosa. Un ingegnere di talento incompreso, la cui vita è andata a rotoli. Licenziato dal lavoro, i genitori non vogliono più saperne di lui e l’amore della sua vita lo ha lasciato dopo che per colpa sua sono stati arrestati entrambi.

Stufo delle regole soffocanti della società italiana di fine anni ’60, Giorgio mette a punto un piano impossibile: costruirsi un’isola in mezzo al mare. Con l’aiuto di un gruppo di rivoluzionari e ribelli fonda così la Repubblica dell’Isola delle Rose, un territorio indipendente di cui diviene presidente.

I principi e la tenacia del gruppo saranno però messi a dura prova quando il Presidente del Consiglio dichiara l’idealistica isola di Giorgio il nemico numero uno dell’Italia. Diretto da Sydney Sibilia (la trilogia Smetto quando voglio) e prodotto da Grøenlandia (Il primo re), L’INCREDIBILE STORIA DELL’ISOLA DELLE ROSE è un film dal cuore ribelle basato su fatti reali.

Matilde de Angelis è Gabriella, la protagonista femminile, che racconta così.

“Quando ho letto la sceneggiatura ho trovato interessante subito Gabriella, donna estremamente all’avanguardia per gli anni 60 che lavora, studia, ed è il motore di molte delle scelte di Giorgio Rosa. E’ veramente una storia incredibile e sotterranea, un’emozione vedere la mia città in un film che racconta secondo me una storia così importante”.

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