ilva taranto

“La sentenza di primo grado nel processo contro i Riva ex-padroni dell’Ilva di Taranto è una prima conferma sul piano giudiziario di una verità evidente da tempo a chiunque conosca la storia pluridecennale della fabbrica e del suo inquinamento ‘impunito’. Evidente ai lavoratori dello stabilimento, che di questa storia sono stati le prime vittime. Ai tarantini avvelenati ogni giorno. Agli ambientalisti che denunciano la vergogna dell’Ilva di Taranto da molto prima che la magistratura si decidesse a perseguirla.

Al di là delle singole condanne, acquista ancora più rilievo una condanna molto più generale delle pene comminate ai vari imputati: la condanna di una politica nazionale e locale, e purtroppo anche di settori del sindacato, che colpevolmente e talvolta dolosamente ha consentito all’Ilva di Taranto, tra silenzi e omissioni, di produrre fuori dalla legge e da ogni attenzione per la salute delle persone”.

Così commenta Green Italia le decisioni del Tribunale di Taranto che ha condannato i Riva a oltre 20 anni di carcere per disastro ambientale. E ha sanzionato vari amministratori e funzionari pubblici. Per Green Italia questo passaggio rende tanto più urgente accelerare su una via che non compete alla magistratura ma alla politica: costruire rapidamente le condizioni economiche, tecnologiche, sociali perché l’acciaieria di Taranto imbocchi senza più ritardi e incertezze la via del risanamento ambientale e della decarbonizzazione.

“Fuori da questa scelta non rimane che un’alternativa certamente non auspicabile. Chiudere la fabbrica con gli immensi costi sociali che ciò comporterebbe”. conclude GreenItalia

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