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Il lato pop di Balla a Palazzo Merulana

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Apre oggi la mostra su Giacomo Balla a Palazzo Merulana: 66 opere del suo futurismo iconico, che ci portano, a sorpresa, alle radici del pop

A meno di un anno dall’apertura di questo nuovo, bellissimo, spazio culturale nel cuore dell’Esquilino, Palazzo Merulana lancia la sua prima mostra: “Giacomo Balla: dal futurismo astratto al Futurismo iconico”

Una mostra che parte dalla collezione permanente della famiglia Cerasi, per mettere sotto la lente un particolare autore e momento storico-culturale dell’arte italiana del ‘900.

Il quadro da cui parte l’esposizione, curata da Fabio Benzi, è un ritratto di Primo Carnera, datato 1933. Un’opera che segna una svolta nello stile di Giacomo Balla, e il passaggio dal futurismo astratto al futurismo iconico. E’ proprio quest’ultimo il tema centrale della mostra.

Il futurismo iconico è l’avanguardia che va oltre se stessa, anticipando di un trentennio l’esplosione della pop art, con il suo immaginario ed il suo stile.

La pop art attinge a piene mani all’immaginario popolare: riviste, fumetti, tv.

La mostra su Balla a Palazzo Merulana, mette in evidenza come l’artista, negli anni ’30 anticipa questa ondata, intuendo le potenzialità del pop, del divismo, e dell’iconografia ad esso legato.

Giacomo Balla parte da una foto, la più pop disponibile a suo tempo, quella di Primo Carnera, fresco campione del mondo, pubblicata in Italia sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport.

La foto è firmata da Elio Luxardo e sarà al suo lavoro, e a quello del collega fotografo Arturo Ghergo per le riviste illustrate dell’epoca, che Balla si rifarà per la sua svolta ‘iconica’, ricorrendo anche ad un espediente tecnico che rende la sua volontà di immergersi nella cultura popolare veicolata dai rotocalchi, ancora più esplicita. Si tratta di una retinatura. Su ogni dipinto esposto in mostra è visibile quest’effetto, che vuole intenzionalmente riprodurre la sgranatura delle fotografie pubblicate a tutta pagina da Cinema e Illustrazioni e testate simili. Quello che, insomma, fece Lichtenstein, 30 anni prima di Lichtenstein.

Il breve, ma interessantissimo percorso di mostra, parte dal futurismo astratto, per poi esporre il salto degli anni trenta del pittore, affiancando le foto e le pubblicazioni che li hanno ispirati, ai quadri di Balla.

A farla da padrone, ovviamente, le dive del cinema italiano che proprio in quegli anni si sforzava di diventare grande e di inseguire, anche sulla strada della propaganda, i fasti hollywoodiani. Prima delle Marylin di Warhol, ci sono state le “simil Isa Miranda” di Balla.

La mostra a Palazzo Merulana è, a ben vedere, un sorprendente tuffo alle radici del pop, laddove tutto iniziò: tra dive ancora divine, foto patinate e sogni di carta.

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico

21 marzo-17 giugno 2019

Palazzo Merulana

v. Merulana 121, Roma

Orari: da mercoledi a lunedì dalle 10 alle 20

Biglietti: da € 8 a €10

Altre info:qui.

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